La classifica dei libri più venduti della settimana. Calabresi e gli italiani che non si arrendono

calabresi Quasi nulle le novità di questa settimana nella classifica dei libri più venduti elaborata dalla Nielsen. Unica nota inaspettata, l'entrata nella top ten del testo di Mario Calabresi Cosa tiene accese le stelle. Storia di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro (Mondadori), in decima posizione.

Personalmente apprezzo sempre – ed evidentemente lo fanno i miei connazionali-lettori – l'approccio costruttivo di Calabresi. Che ci ha raccontato la sua esperienza di figlio del commissario Luigi Calabresi (Spostando la notte più in là) ma che ci ha anche insegnato che La fortuna non esiste (titolo del suo omonimo secondo libro).

Calabresi torna con questa nuova raccolta di storie di italiani che non si sono arresi allo sconforto, alla rovina economica o alla povertà dei propri mezzi, e che hanno saputo investire su un sogno apparentemente impossibile.

La classifica, dicevamo, riserva ben pochi colpi di scena. Nessuno spodesta Camilleri (Il gioco degli specchi, Sellerio) dal primo posto, neanche Zafòn, che lo segue a un passo, incalzato dalla Cornwell con la sua Autopsia virtuale (Mondadori). Resistono i “fiori” della Diffenbaugh, al quarto posto.

Rimane in classifica anche Il Leopardo di Jo Nesbo (Einaudi), seguito rispettivamente dalle solite Dandini (Dai diamanti non nasce niente, Rizzoli), Tamaro (Per sempre, Giunti) Murgia (Ave Mary, Einaudi) e Mazzantini (Nessuno si salva da solo, Mondadori), che occupano rispettivamente i posti dal sesto al nono.

Esce invece dalla classifica Angelology, di Danielle Trussoni (Nord editrice) che la scorsa settimana era al settimo posto.

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