La cinquina della Strega e i Grandi Esclusi del Premio

veladiano Fenoglio, Sciascia, Calvino. E ancora Pasolini, Arbasino, Manganelli. Eccoli qui, grandi nomi della nostra letteratura che non vinsero mai uno Strega (e neanche mai ne ebbero mai bisogno, è chiaro, per conquistare al pubblico italiano ed entrare nella storia della letteratura, è chiaro).

Citarli è un utile esercizio, in ogni caso, per capire come sia difficile guardando i grandi premi letterari italiani di oggi non pensare che nei loro elenchi non troveremo tutti gli scrittori italiani che passeranno alla storia.

E così ho pensato che oltre alla cinquina dello Strega voglio citare anche qualche libro (meritevole, secondo me) che non è riuscito a rientrarvi.

Nella cinquina sono rientrati Storia della mia gente (Bompiani) di Edoardo Nesi, che stacca di oltre 10 voti L'energia del vuoto (Guanda) di Bruno Arpaia (Guanda non si è mai assicurata uno Strega, finora); Ternitti (Mondadori) di Mario Desiati (Mondadori invece ne ha vinti 22); La vita accanto (Einaudi) di Mariapia Veladiano (premio Calvino 2010, storia di una "bruttina" coraggiosa, il più votato dalle scuole); La scoperta del mondo (nottetempo) di Luciana Castellina (nottetempo non ha mai vinto uno Strega).

Voglio citarne, fra gli esclusi, almeno due: il bel Nel mare ci sono i coccodrilli (Dalai) di Fabio Geda e anche un piccolo caso editoriale, A cosa servono gli amori infelici di Gilberto Severini, pubblicato da una casa editrice che pubblica narrativa omosessuale (Playground)

Mi sembra comunque positivo che nella cinquina ci siano, come scrivevo, due case editrici che non si sono mai assicurate uno Strega. Personalmente, tifo per Veladiano, di cui torneremo a parlare a breve.

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