Mamellata di prugne di Patrizia Fortunati, una vita segnata da Chernobyl e dai viaggi in Italia

La vita di una ragazzina di Chernobyl raccontata dalla stessa, ormai adulta.

Lyudmila non ha più l'età, e di certo nemmeno la spensieratezza del gioco. La sua lunga e difficile esistenza si è impressa nei suoi occhi, nei capelli e nelle mani. Tutto il suo corpo paga quello scotto che gli viene dall'esser nato "nella parte sbagliata del mondo", eppure i ricordi non sono tutti oscuri. È lei la protagonista di "Mamellata di prugne" di Patrizia Fortunati, lei e il peso dei decenni che si porta dietro. Tante le parentesi di gioia che riportano quest'ucraina novantenne, ferma sulla sua sedia tappezzata di tela, a confessarsi. Davanti ad una tazza di té e ad una fetta di pane nero ricoperta con un velo di marmellata di prugne, rivede passare i decenni, a partire dal suo arrivo in Italia per le vacanze organizzate da molte associazioni per permettere ai bambini nati dopo il disastro nucleare di Chernobyl, di spezzare il quotidiano di miseria, violenza e radiazioni.

Dal distretto di Lelchitsy, il 10 ottobre 2077, quando realizza che le forze l'abbandonano e la sua fine si fa sempre più vicina, Lyudmila sente il bisogno di raccontare, di rimettere insieme i pezzi per tentare finalmente di capire. Dall'amore per la famiglia italiana che ogni anno l'accoglie per qualche mese estivo, ai rapporti solidi e conflittuali con il suo nucleo d'origine, alle due figlie, dalla sofferta vita di coppia, alle lotte quotidiane, in un cammino pieno di buche ma anche costeggiato da qualche campo di girasoli.

Finalmente arrivammo a Minsk. Era già buio. Percorremmo a piedi la strada dalla stazione centrale all’aeroporto. Camminammo in silenzio, per le strade centrali e poi periferiche di quella grande città sconosciuta, lontana quattrocento chilometri e cento anni da casa nostra. Camminavamo in silenzio, io con gli occhi spalancati per scoprire ogni cosa, mia madre con gli occhi abbassati giusto per vedere dove metteva i piedi. Io avevo sette anni e mezzo, lei era una vecchia di trentadue, terrorizzata da tutto ciò che non conosceva.
Moltissime volte, negli anni, mi sono chiesta come abbia fatto, quella prima volta, a tornare a casa. Ho immaginato con quanta paura e angoscia deve aver affrontato quel viaggio di ritorno da Minsk, completamente sola...

E per chi desiderasse assaporare qualche altra frase, l'incipit è disponibile al link

"Mamellata di prugne"
di Patrizia Fortunati
ISBN 978-88-6254-130-5
2013
pp. 166
brossura
13,5x21

Via | alienoeditrice.net

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