La gente che sta bene, di Federico Baccomo "Duchesne"

Si ricorderà Studio illegale di Duchesne, libro di un certo successo uscito l’anno scorso, tanto che è in preparazione un film con Fabio Volo.

Bene, Duchesne, alias Federico Baccomo, l’ha spuntata anche con il secondo libro: La gente che sta bene, uscito sempre per i tipi di Marsilio, è un libro divertente – i dialoghi sono semplicemente spettacolari – e politicamente scorretto.

Arrogante, logorroico e cinico, Giuseppe Sobreroni – protagonista e voce narrante di una storia che gli appartiente pienamente – ha ricevuto un bel po’ di cose dalla vita e non si deve vergognare ad ammetterlo: è un avvocato di successo, ha una bella famiglia, un appartamento altrettanto magnifico e soprattutto ha in programma un futuro ancora più radioso.

«Vede» dice a un giornalista che lo sottopone a un’intervista per una testata specializzata, «io non sono poi così d’accordo con questa distinzione, vita privata-vita pubblica, lavoro-tempo libero. Trovo che i compartimenti stagni facciano male agli equilibri. […] Possono funzionare in circostanze precise […] La vita, per rimanere dentro la metafora, io la vedo come un grande loft, senza divisori. Oggi è domenica pomeriggio? Io me ne frego e vado in studio a lavorare a contatto con grandi maneger. È martedì mattina? E io sono a pescare al lago con la famiglia. Le tre di notte? Io faccio una conference call con il Giappone […] Confondo, mischio, faccio come mi pare […]».

È esattamente quello il problema: fa ciò che vuole, con la sua vita e con quella degli altri pur di raggiungere il suo obiettivo. Il brutto, però, è che il sistema funziona, è assurdo, banale, animalesco, eppure funziona. Ma la domanda è: fino a quando? Risposta: fin quando la fortuna, l’istinto e la furbizia ti assistono e riesci a stare sempre dalla parte giusta.

Ma poi succede sempre qualcosa di inaspettato, e allora il castello di carta inizia a scricchiolare e il rumore si fa sempre più forte. E allora che fare? Agire, ovviamente, e giocare il tutto per tutto. È così che funziona. È così che ti hanno insegnato a fare.

E, quando quel sistema peggiora la situazione, sorgono nuove domande. Tipo: quanto dura l’ambizione? Fino a quando comincia la paura, la paura di non farcela, di non avere abbastanza forze e la mente sufficientemente libera e soprattutto quando l’inaspettato mina l’autostima che finora era alle stelle.

Il punto vero è che Giuseppe Sobreroni è vivo a tal punto che lo odi, lo ami e al tempo stesso ti fa pena: è il prototipo della nostra classe dirigente.

La gente che sta bene,
Federico Boccomo "Duchesne"
Marsilio
pp. 272
Euro 17.50
2011

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