Federico Moccia e “Quell’attimo di felicità” che non prova chi legge il suo romanzo

Ho tentato di leggere l’ultimo romanzo di Federico Moccia, ma non ci sono riuscito.

Federico Moccia e Quell’attimo di felicità che non prova chi legge il romanzoMi ci sono messo di impegno nel leggere Quell’attimo di felicità di Federico Moccia, ma sinceramente non ce l’ho fatta. L’impegno era dettato da una frase dello stesso Moccia che mi ronzava in testa da tempo. Nel 2010 Federico Moccia venne fortemente contestato dagli studenti de La Sapienza che lo definirono l’anti-letteratura. Lui con calma rispose dicendo che non obbliga certo nessuno a leggere i suoi libri e che, in ogni caso, il suo lavoro merita rispetto, non fosse altro perché molte persone si sono avvicinate alla lettura proprio attraverso i suoi libri.

Sono proprio curioso, quindi, di sapere cosa ci trovino nei suoi libri tanti fan e inizio la lettura del romanzo di Moccia, ma mi fermo subito dopo l’incipit:

Un giorno. Un giorno tutto questo sarà passato.
No, non era così. Ecco, ora mi ricordo: “Un giorno di tutto questo non resterà che nuvoletta”.

È troppo. Chiudo. Dopo qualche giorno ho aperto di nuovo l’eBook e ho continuato, per uno scrupolo di coscienza. La frase iniziale citata a memoria si rivela essere poi una poesia di Arrigo Boito (1842-1910) che suonava così: “Piangi, medita e vivi; un dì lontano / quanto sarai del tuo futuro in vetta / questo fiero uragano / ti parrà nuvoletta”.

Proseguo nella lettura e mi trovo d’accordo con lo studente universitario che parlava di non-stile, ma continuo perché vorrei proprio capire cosa è quel quid che spinge tante lettrici e lettori ad adorare Moccia. Trovo la seguente definizione di amore:

L’amore è fatto di cose stupide, di quelle cose che non hanno senso, magari, che fanno sorridere o scuotere la testa ma che in quei momenti diventano bellissime. L’amore è quei messaggi che non vogliono dire niente ma che dicono tutto, che non ci fai caso quando arrivano ogni giorno ma che diventano un’ossessione quando cominciano a mancare. Se fossimo tutti innamorati, questo mondo sarebbe bellissimo. Che cazzate che sto dicendo.

Per fortuna lo stesso autore, per bocca del protagonista, riassume quello che mi veniva in mente leggendo.

Continuo a leggere. E a un certo punto capisco che se smetto di torturarmi sono giustificato dal libro stesso. In un certo senso mi autorizza Moccia stesso, poco prima di mettere una citazione di Bukowksi (che libro sarebbe senza almeno una citazione di Buk? Per la cronaca: in tutto il romanzo Quell’attimo di felicità di Moccia, Bukowski viene citato due volte – anche per questo gli eBook sono impagabili!). Parlando del libro L’amore è un difetto meraviglioso di Graeme Simsion che un suo amico sta consigliando a una signora, il protagonista del romanzo afferma:

Secondo me lo fa apposta e di sicuro non l’ha letto. E non lo leggerebbe mai.

Non solo non lo leggerei mai, ma mi pento di aver letto anche queste prime pagine. Dite che avrei dovuto continuare nella lettura di tutto il testo per avere una visione completa? Fatelo voi e poi mi raccontate!

Federico Moccia
Quell'attimo di felicità
Mondadori, 2013
ISBN 9788804629795
pp. 363, euro 17
disponibile anche in eBook: euro 6,99

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