La vita e il teatro di Carlo Goldoni, di Siro Ferrone

La più recente critica goldoniana ha ridisegnato sensibilmente la figura del maggiore drammaturgo italiano. Ne tiene conto Siro Ferrone, professore di Storia del teatro e dello spettacolo all’Università di Firenze, che ha appena pubblicato per Marsilio un libro eccellente La vita e il teatro di Carlo Goldoni, nel quale ripercorre, non solo il percorso critico, ma soprattutto la formazione del teatro goldoniano.

Goldoni, si sa, è stato colui che nel Settecento ha riformato il genere comico del teatro italiano, ancora legato a filo doppio alle maschere e a un linguaggio ormai cristallizato, e a innalzarlo al livello del dramma e della tragedia.

Senza grossi traumi, Goldoni riparte proprio dal teatro classico ma tenendo fortemente conto di ragioni pratiche: della biografia personale degli attori, i gusti del pubblico e le trasforamzioni sociali e culturali – l’Illuminismo dilagava. Tuttavia, la cosa interessante è che la Riforma non avviene in modo programmatico e, soprattutto, non avviene su un piano squisitamente intellettuale. Anzi.

«Contro le professioni teoriche dei riformatori letterari, Goldoni sostiene la necessità che “più scrupolosamente ad alcuni precetti di Aristotele o di Orazio, convenga servire le leggi del Popolo in uno spettacolo destinato all’istruzion sua per mezzo del suo divertimento o diletto”, mentre, contro i testi di poetica, dichiara polemicamente: “i due libri su quali ho più meditato, e di cui non mi pentirò mai di essermi servito, furono il Mondo e il Teatro».

Ciò detto, però, è vero che «la Riforma della Commedia resta al fine il risultato più importante dell’avventura umana e intellettuale goldoniana […] è altrettanto vero che Goldoni arriva a elaborare in una fase relativamente tarda della sua vita i principi di questa Riforma», e lo farà nei Mémoires, scritti a Parigi, in francese, tra il 1783 e il 1787, e dove morirà nel 1793.

Ma ciò che colpisce di più – ed è anche qui che sta il fascino del libro – sono la dimensione storica prima e umana poi, entrambe documentatissime.

Viene fuori il ritratto di un Goldoni che, dopo aver studiato Legge, è prima avvocato e successivamente, dopo un momento in cui le due attività si sovrappongo, si dedica totalmente al teatro; perennemente in viaggio e per decenni lontano dalla sua città natale, è stato il primo ad avere un rapporto complesso con il pubblico e il mestiere. Fu il primo, cioè, a tenere in gran conto il gusto e i bisogni del pubblico e a vivere di un mestiere quale è quello artistico.

La vita e il teatro di Carlo Goldoni,
di Siro Ferrone
pp. 240
Euro 14.00
2011

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