Una poesia sui dilemmi di chi si amava

Tra il non essere guardati per nulla dalla persona che si amava e l’essere guardati con disinteresse, voi cosa preferireste?

Una poesia sui dilemmi di chi si amava

Capita a volte di incontrare la persona che si amava (per strada, a una festa, in casa di amici comune...). A volte ci si saluta (dipende da come ci si è lasciati e da quanto tempo è passato dalla rottura), a volte si fa finta di non vedersi. Quest’ultima possibilità è particolarmente dolorosa se uno dei due membri della coppia è ancora innamorato dell’altro (ahi, ahi!). In simili casi, sarebbe meglio essere ignorati oppure essere guardati con gelo e, forse, ira, ma almeno guardati da chi si ama, anche se non ricambiati?

Gutierre de Cetina (forse 1517-prima del 1557), spagnolo, non ha dubbi in merito. Tra il non essere guardati affatto dalla persona amata e l’essere guardati con disinteresse, è senza’altro migliore la seconda ipotesi: almeno si potrà godere di uno sguardo che un tempo era tenero e colmo di amore.

E voi cosa preferireste? Essere ignorati o guardati anche in maniera brutta? Mentre decidete eccovi la poesia di Gutierre de Cetina che ha per titolo Almeno guardatemi!... ed è tutto un programma!

Almeno guardatemi!

Begli occhi chiari e sereni,
se tutti vantavano la tenerezza del vostro sguardo,
perché guardarmi con tanto rancore?
Se, mostrandovi amabili,
sembrate ancor più belli agli occhi che vi ammirano,
guardatemi senz’ira,
così da non parere di loro meno ammirevoli!

Tormento insopportabile!

Begli occhi chiari e sereni,
anche con rancore, ameno guardatemi!

Foto | Max Khokhlov

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