Accorgimenti, di Piergiorgio Viti

Copertina del libro Accorgimenti di Piergiorgio VitiNon è facile, al giorno d'oggi, trovare un buon libro di poesia contemporanea. In molti, troppi, si definiscono poeti e lasciano correre le parole, come se l'ispirazione poetica fosse una padella che ti cade in testa all'improvviso. Rari – e per questo preziosi – sono invece quegli autori che cesellano il linguaggio, addomesticano le parole e producono dei bei testi poetici. Uno di questi è Piergiorgio Viti, abruzzese, che ha da poco pubblicato la raccolta Accorgimenti per i tipi de L'Arcolaio.

Con gesti prudenti
recuperi il vasellame, lo zucchero,
destreggi tazzine scontente.
L'estate ancora si attarda.
L'affanno nascosto tra bionde frange
è un sonno che addestri con i sonniferi.
Sospiri. Immagini cose sottratte,
stagioni non pervenute
e intanto resti impigliata
con lo sguardo
sulle tenaci vetrate.

Le poesie di Viti spaziano da luoghi a persone a situazioni a eventi. Ma, come afferma l'autore stesso, non parlano d'amore dal momento che “è uno dei misteri più profondi dell'uomo [...] e si presta a una retorica che non approvo”. La poesia, continua Piergiorgio Viti, è “stupore, accorgimento”. Stupore che nasce dall'ascolto e che presuppone un dialogo: ecco, quindi, la ragione ultima di queste poesie: una sorta di dialogo (con se stessi, con gli altri, con l'ignoto lettore che avrà tra le mani il libro) che svela un po' l'intimità di chi ha scritto le poesie e di chi le poesie le legge e, leggendole, le ricrea.

La quotidianità – come quella del latte che “screpola le tazze” – è il filo rosso che unisce questi accorgimenti:

Mancano saliva e corde vocali per chiamarti
mentre le persiane logorano chiarori
e il latte screpola le tazze.
Ancora ti custodisco
nel sogno che non termina,
perché questa è una calma che si immagina,
appartiene a mille reincarnazioni.

Piergiorgio Viti
Accorgimenti
L'arcolaio, 2010
ISBN 978-88-95928-41-8
pp. 54, euro 11

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