L’Osservatore Romano stronca Inferno di Dan Brown

Silvia Guidi su L’Osservatore Romano distrugge Inferno di Dan Brown. Del resto, visto il tema, diciamo che il giornale vaticano gioca in casa…

L’Osservatore Romano stronca Inferno di Dan Brown

Con un articolo dal titolo L’ultimo Dan Brown? Sembra copiato da una guida turistica a firma di Silvia Guidi L’Osservatore Romano stronca Inferno di Dan Brown. Diciamo che non è poi un’operazione così difficile, ma quello che ho apprezzato di questa recensione distruttiva è il fatto che si muove sull’ironico, senza chiamare chissà quali categorie che, spesso e volentieri, vengono tirate in ballo dal giornale del Vaticano anche per parlare di cose semplici.

L’occhiello della recensione inquadra subito il taglio: “I fiorentini descritti nel predestinato bestseller fanno colazione con olive al forno e lampredotto” (nota l’autrice: “Per i non toscani: il lampredotto è uno dei quattro stomaci dei bovini, l’abomaso, che viene cotto a lungo con pomodoro, cipolla, prezzemolo, sedano e condito con salsa verde e olio piccante; un piatto povero tipico della cucina locale buonissimo ma inadatto ad accompagnare il cappuccino. Come le olive, del resto, più consone al Martini agitato, non mescolato di James Bond che a una colazione all’ombra del campanile di Giotto.”). Inferno, in effetti, è pieno di situazioni assurde che strappano un sorriso e, come sottolinea Silvia Guidi, “in fondo i thriller di Dan Brown sono una lettura da spiaggia senza pretese, e in questo caso la Commedia di Dante è solo un pretesto narrativo, una scenografia dipinta a tinte forti per facilitare il lavoro agli sceneggiatori che porteranno ben presto Inferno sul grande schermo”.

Un po’ si fa seria la recensione de L’Osservatore Romano quando si parla di eugenetica (cavallo di battaglia dentro il colonnato del Bernini) e delle critiche alla chiesa cattolica. Secondo Silvia Guidi in Inferno, Robert Langdon “continua a citare a ogni pie’ sospinto il Vaticano”. Dan Brown alla conferenza stampa di Firenze ha sottolineato come si citi poche volte il Vaticano e chi ha letto il libro sa benissimo che ha ragione l’autore e non L’Osservatore.

Silvia Guidi fa anche riferimento a una simpatica battuta contenuta in Inferno, che anche chi scrive ha avuto modo di notare a suo tempo: e cioè l'ammiccamento alla trilogia delle Cinquanta sfumature. Langdon, infatti, chiede al suo editore un jet privato e questi gli risponde: “Non abbiamo a disposizione jet privati per gli autori di tomi sulla storia delle religioni. Se hai intenzione di scrivere Cinquanta sfumature di iconografia, allora ne possiamo parlare”. Certo, veder citata – anche se indirettamente – la trilogia di E. L. James sulle pagine de L’Osservatore Romano fa un po’ di impressione!

Sì, Inferno sembra una guida turistica e in effetti si è parlato di Wikiprosa per il suo stile. Rimane un libro da spiaggia, come abbiamo avuto modo di dire altre volte e come ci conferma Google Zeitgeist per questa estate 2013.

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