Un piccolo omaggio a Ernesto Sabato, morto a quasi cent'anni il 30 aprile

Un piccolo omaggio a <a href=Ernesto Sabato, morto a quasi cent'anni il 30 aprile" /> Il grande scrittore italo-argentino Ernesto Sabato, che con soli tre libri di narrativa - Il Tunnel, Sopra eroi e tombe e L'angelo dell'abisso - ha saputo guadagnarsi con merito l'Olimpo della letteratura mondiale, si è spento all'età di 99 anni lo scorso 30 aprile, privando il mondo di uno degli ultimi grandi maestri della letteratura del Novecento. Pur con un tanto breve quanto colpevole ritardo, vorrei ricordarlo con le sole parole che meritano di essere dette, quelle con lui stesso descrisse l'addio alla vita di uno dei suoi personaggi:

«Attraverso la piccola finestra della mia cella ho visto nascere un nuovo giorno, con un cielo già senza nuvole. Pensai che in molti, uomini e donne, avrebbero iniziato a svegliarsi e avrebbero fatto colazione e letto il giornale e sarebbero andati in ufficio, o avrebbero dato da mangiare ai bambini o al gatto, o avrebbero commentato il film della sera prima.
Sentii che una nera caverna andava ingrandendosi dentro di me.»

Sapere quale sia stato il suo ultimo pensiero in questo mondo, quando fuori dalla finzione narrativa quella «nera caverna» drammaticamente e inesorabilmente si è ingrandita dentro di lui fino a togliere per sempre la luce dai suoi occhi, ovviamente, ci è precluso. Ciò che possiamo fare, però, è continuare a leggerlo e a farlo leggere, perché i grandi scrittori fanno bene al mondo, e mai come in questi tempi, abbiamo incredibilmente bisogno di loro.

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