Via con me, di Castle Freeman

Via con me, di Castle Freeman Castle Freeman è noto perlopiù per il suo stile asciutto, sicuro. Via con me, appena uscito per Marcos Y Marcos, è un monumento al suo modo di scrivere: apparentemente lento come un western eppure velocissimo, con dialoghi perfetti e personaggi vivissimi.

Vivi al punto che si ha paura sul serio di questo Blackway – grosso, bruto, violento e senza scrupoli, duro e resistente come il legno del Vermont – che si è messo in testa di perseguitare la povera Lillian. Non che Lillian abbia fatto qualcosa. Anzi.

È incontestabile che Lillian non ha nessuna colpa per quello che è successo tra il suo ragazzo Kevin e Blackway; o sarebbe meglio dire ex-ragazzo, perché Kevin se l’è data a gambe levate e ha lasciato Lillian in balia di quel fuori di testa di Blackway.

A peggiorare la situazione, ci si mette il fatto che Lillian non è del posto, viene da qualche parte fuori dal Vermont, e non conosce nessuno. L’unica sua risorsa è lo sceriffo Wingate, che però non ha nessuna intenzione di mettersi contro Blackway.

«D’accordo, allora» disse la giovane. «Cosa può fare?». «Non molto». «Non molto?» […] «Non posso arrestarlo per ciò che ha intenzione di fare» disse. «Non è così che funziona. La legge non è così. Lo sa anche lei».

La soluzione, forse, si trova in una vecchia fabbrica di sedie, di proprietà di un certo Whizzer che su una sedia a rotelle manda avanti la baracca peggio che può, cercando di bere il più possibile insieme ai suoi amici.

Ad ogni modo, è lì che la indirizza lo sceriffo e Lillian si presenta con tutto il suo carico di problemi: Blackway, mettersi in macchina, andare a cercarlo e vedere di scambiare due chiacchiere, ammesso che due chiacchiere con gente come Blackway possano bastare.

«Whizzer?». «Chieda di lui. Gli dica che sono stato io a dirle di cercarlo. Gli racconti di Blackway. Gli chieda se c’è Scotty in giro».

Ma Scotty non c’è. Ci sono solo Nate il grande, una specie di gigante ritardato, e Lester, uno piuttosto avanti con l’età; nessuno dei due, purtroppo, ha l’aria di poter affrontare Blackway.

«D’accordo, allora» disse Whizzer. Alla giovane disse: «Prenda con sé questi due uomini, ora. Avanti. Ci penseranno loro a sistemare la faccenda con Blackway. E se non ci riusciranno, potrà sempre maledirlo a morte». Al momento Lillian può maledire solo se stessa e il casino in cui è andata a cacciarsi.

Le ultime raccomandazioni di Whizzer a Lester: «Sicuro che hai tutto quel che serve?» gli chiese Whizzer. «Certo». «Perché, lo sai» continuò Whizzer, «se fai tanto di arrivar fin là, se ti avvicini, non puoi più fare marcia indietro. Devi esser pronto ad andarci fino in fondo».

Via con me
Castle Freeman
224 pagine
14,50 euro
Traduzione di Daniele Benanti

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