Bartezzaghi a Libri Come: Come le parole

lettere di plastica colorate
Nel post precedente si parlava di lessico e in particolare si rifletteva su quante poche parole usiamo nella vita quotidiana. Mi sembra azzeccato agganciare al discorso l'intervento di ieri di Stefano Bartezzaghi sul palco di Libri Come. Cosa intendiamo quando ci riferiamo alle "parole"? Per Bartezzaghi la risposta è "una cosa che scrivo tra due spazi, o tra due caselle se sto facendo un cruciverba."

Quante sono le parole che abbiamo dimenticato? Alcune che pensiamo inesistenti in realtà spesso esistono. Nel momento stesso in cui le pronunciamo diventano reali, hanno una concretezza nel cavo orale e sul foglio, se le scriviamo. Bartezzaghi cita due testi: Il libro delle parole smarrite di Sabrina D'Alessandro e Le parole disabitate di Raffaella De Santis. Il primo su quei termini che stanno un po' dentro e un po' fuori dal vocabolario, come magalda, malvone, farlingotto, rataplan (andate a cercarle se vi va) e il secondo sulle parole "che hanno perso la centralità storica", perché non designano più quello per cui erano state inventate: transatlantico, ad esempio, che oggi si usa per intendere il salone della Camera e non più una grossa nave.

Per Bartezzaghi le parole sono soprattutto un gioco, come quello che fa Mario Levi in Lessico famigliare della Ginzburg. "Il baco del calo del malo" che Mario si diverte a ripetere è un gioco che va dal non senso al senso, oltre che dal non senso all'osceno. Per chi non lo sapesse se si cambiano le vocali si arriverà a ottenere una frase che è meglio non pronunciare in contesti formali. La parola, quindi, può essere assaporata anche aldilà del significato di cui è portatrice, o essere inventata per un motivo funzionale come fece Hugo che mise la parola jerimeodette solo per fare rima con Odette.

Di seguito una piccola bibliografia sull'argomento che ho tratto dal monologo di Bartezzaghi:
Nunzio La Fauci Relazioni e differenze, Sellerio
Carlo Emilio Gadda La cognizione del dolore, Garzanti
Luigi Meneghello Libera nos a malo, Rizzoli
Alessandro Bausani Le lingue inventate
Giampaolo Dossena Il gioco e l'alfabeto, Zanichelli

Foto | Flickr

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