Wunderkammer: le Georgiche di Virgilio nelle acquaforti di Manzù alla GAM di Torino

Atmosfera campestre e tratti netti, per le acqueforti della mostra Wunderkammer.

le Georgiche di Virgilio nelle acquaforti di Manzù alla GAM, Contadina, 1948  acquaforte  Legato di Alberto Rossi, Torino 1956

Coloro che hanno amato le peripezie classicheggianti di Amore e Psiche, apprezzeranno molto probabilmente anche "WUNDERKAMMER. Giacomo Manzù: acqueforti per le Georgiche di Virgilio", una mostra a cura di Lara Conte, che illustra l'universo bucolico del poema. Fino al 29 settembre 2013 sarà infatti possibile inoltrarsi nelle sale situate al secondo piano della GAM (Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea) di Torino. L'esposizione in questione si inserisce nel progetto Wunderkammer intarsiando il ciclo di appuntamenti supervisionati da Virginia Bertone, conservatore delle raccolte e responsabile del nuovo Gabinetto Disegni e Stampe della GAM.
A partire dai 14 Studi all’acquaforte provenienti dalla serie "Vergilii Georgica" di Giacomo Manzù, riuniti in una preziosa cartella confluita nelle collezioni della GAM nel 1956 grazie all’importante legato di Alberto Rossi, il percorso dispiega una singolare e moderna interpretazione, che si rivolge in direzione di un'interpretazione scarna ed essenziale, costruita scavando quasi per sottrazione di tratti nello spazio bianco del foglio. Stampata in pochi esemplari sotto la direzione di Carlo Alberto Petrucci alla Calcografia Nazionale di Roma e poi pubblicata dall’Istituto d’Arti Grafiche di Bergamo nel 1948, alcuni mesi dopo l’uscita del volume Hoepli, la cartella rivelò l'interesse dell'artista per i temi classici, ripresi anche nell'illustrazione delle stesse Georgiche per l’edizione pubblicata da Ulrico Hoepli, nella versione italiana di Giulio Caprin.

le Georgiche di Virgilio nelle acquaforti di Manzù alla GAM, Campo di grano, 1948  acquaforte  Legato di Alberto Rossi, Torino 1956

Le opere esposte si inseriscono a buon titolo "in una stagione creativa cruciale", durante la quale l’artista realizzò più di sessanta acqueforti, comprendenti studi preparatori, lastre definitive e varianti, dedicate alle Georgiche, e volte ad indagare un rapporto intimo e allo stesso tempo conflittuale con la natura in continuo divenire.

Tra le acqueforti presentate se ne trova esempio nel motivo della natura morta sulla sedia (La seggiola): tema di forte impatto autobiografico e affettivo, che sarà più volte esplorato in scultura negli anni successivi, la sedia su cui poggiano i frutti diviene qui il motivo, l’invenzione capace di suggerire all’osservatore un’immagine di sensuale bellezza e di quotidiana evidenza. Nei Fiori pare rivelarsi la caducità di tale bellezza, il tramonto della pienezza della vita. Quasi come in un omaggio a Mafai, nello spazio esiguo e silenzioso tra figura e fondo, i Fiori raccontano lo scorrere dell’esistenza, l’ineffabile sensazione di una pienezza posseduta ma irrimediabilmente perduta.

le Georgiche di Virgilio nelle acquaforti di Manzù alla GAM, Il pastore, 1948  acquaforte e puntasecca  Legato di Alberto Rossi, Torino 1956
le Georgiche di Virgilio nelle acquaforti di Manzù alla GAM, La seggiola, 1948  acquaforte  Legato di Alberto Rossi, Torino 1956
le Georgiche di Virgilio nelle acquaforti di Manzù alla GAM, Le Grazie, 1948  acquaforte  Legato di Alberto Rossi, Torino 1956
le Georgiche di Virgilio nelle acquaforti di Manzù alla GAM, Armi, 1948  acquaforte  Legato di Alberto Rossi, Torino 1956
le Georgiche di Virgilio nelle acquaforti di Manz�¹ alla GAM, Pescatore, 1948  acquaforte  Legato di Alberto Rossi, 1956


Via | gamtorino.it

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