L'amore per la lettura si impara grazie ai classici?

alcottPrendo spunto da una dichiarazione di Valerio Massimo Manfredi, che inaugurando ieri la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna ha detto che “e' fondamentale leggere libri fin da piccoli. Purtroppo la scuola non incoraggia molto la lettura, quando i ragazzi arrivano alle superiori non leggono piu'”.

D'altra parte una rilevazione effettuata dalla Nielsen per il Centro per il Libro e la Lettura rende noto che solo un terzo dei nostri connazionali legge e compra “almeno un libro all'anno”. Accosto la dichiarazione di Manfredi ai dati di questa rilevazione perchè la speranza – e la categoria su cui le istituzioni dovrebbero “investire” - sarebbero invece proprio i giovani.

Infatti la maggior parte dei lettori (46%) è costituita da persone fra i 25 e i 34 anni, e soprattutto l'amore per i libri va di pari passo con l'istruzione, visto che aumenta se si è diplomati (43%) o laureati (59%). Soprattutto perchè – altro dato – non è detto che i giovani non siano ricettivi, visto che i classici piacciono proprio ai giovanissimi (23%).

Un ulteriore dato che mi ha fatto piacere leggere è che i classici vengono comprati soprattutto nel Meridione (15%) rispetto al Nord-Est (5%). Uno dei pochi primati positivi per il Sud Italia in questo ambito.

Per finire, un'ultima considerazione è che sarebbe importante che fosse proprio la scuola ad educare alle “buone letture”, visto che purtroppo la maggior parte dei lettori acquista generi di consumo come gialli e thriller (20%).

"I ragazzi oggi leggono di più anche grazie a fenomeni come Harry Potter o alle saghe vampiresche", mi ha detto una libraia che mi sono trovata a intervistare tempo fa. Però il piacere della lettura - che dovrebbe essere acquisito fin da piccoli - non dovrebbe essere "imparato" a scuola, grazie ai cosiddetti "classici"?

Pensateci, voi lettori forti: chi se non Stevenson, Collodi, o Dante (come nel mio caso) vi ha aperto il cuore a questa passione? Certo poi ci sono i libri delle collane per ragazzi e ragazze, ma personalmente senza i "grandi", come la stessa Louisa May Alcott (di cui ho letto tutto, non solo Piccole Donne) oggi non sarei la lettrice che sono. E voi?

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