Ragazzo ricco, di Sharon Pomerantz

Ragazzo ricco, libro d’esordio della scrittrice americana Sharon Pomerantz, uscito per Frassinelli, è molto semplicemente una splendida sorpresa.

L’operazione, da un punto di vista squisitamente letterario, non è nuova, ma concepita bene e, in ogni caso, sempre di grande fascino: seguendo la vita di Robert Vishniak, in realtà, ripercorriamo cinquant’anni e più di storia americana.

Robert è appena nato quando comincia questa storia, è un bellissimo bambino che, coccolato da tutti i parenti, vive in un quartiere ebraico in una delle zone più povere di Filadelfia; quindi, si può immaginare quanta importanza ricoprano i soldi in una situazione del genere, al punto da diventare una vera e propria ossessione, di fronte alla quale né Robert, né tantomeno suo fratello Barry, potranno rimanere di certo indifferenti.

Seguiamo la tormentata formazione di Robert nell’America degli anni ’50 e poi negli anni ’60: il college, le ragazze, la ricerca del sé. Robert si muove in un’America, in quegli anni, travolta da varie crisi economiche, scandali politici e politici ammazzati, le questioni razziali e l’integrazione.

E, mentre Robert è troppo occupato con i vari lavori che è costretto a fare per mantenersi, il bel mondo con il quale entra in contatto nel periodo universitario si preoccupa di questioni più lontane e, almeno per lui, più astratte: il Vietnam (partire per la guerra e darla vinta al sistema o disertare?), i movimenti studenteschi, la droga, la musica, i fermenti artistici.

Ma tutto questo naturalmente si supera: con il tempo passano le mode, passa l’entusiasmo, le persone (i personaggi, o viceversa) cambiano e accettano molti più compromessi con la vita di quanto si aspettassero; se poi la vita ti riserva un papà che ti seppellisce di ricchezze varie, si sa, non è poi così difficile.

È dunque nel periodo del college che Robert conosce il bel mondo, ma ne comprende anche le differenze, nel bene e nel male, se messo a confronto con il mondo da cui lui proviene – una casa povera e uno stulo di parenti pazzi, un fratello rozzo ambizioso e simpaticissimo, una madre ossessionata dai soldi e un padre costretto a fare tre lavori per mantenere la baracca –; Robert, tutto questo ha ancora un senso, un valore?

Così arriviamo agli anni ’80 e poi ’90 con Robert che, in un modo o nell’altro, è riuscito a cambiare la sua vita. C’è riuscito davvero? Si è spinto fin dove voleva arrivare? O è andato oltre?

Ammesso che abbia ancora senso parlare di realismo, è fuor di dubbio che i referenti vengono da quell’area; viene da pensare, per esempio, a La famiglia Moskat oppure Ombre sull’Hudson, entrambi di Singer, ma potremmo andare anche più indietro e fermarci a Tolstoj, oppure andare più avanti e incontrare Carver e Salinger. Ma con un piccolo colpo di acceleratore, incontrete Robert Vishniak.

Ragazzo ricco
Sharon Pomerantz
pp. 512
€ 19,50
Frassinelli

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