Il Festival dei Fantasmi, di Rhys Hughes

Il Festival dei Fantasmi, di Rhys HughesDopo “una piatta distesa di roccia levigata” che copre tutto il cielo, Rhys Hughes ci parla di un'altra distesa di roccia, che però sprofonda nelle viscere della terra. Se, infatti, ne Il disgregatore astrale la storia ruotava (o meglio: sottostava) a un cielo che era diventato un unico pezzo di pietra, ne Il Festival dei Fantasmi – ultimo racconto di Hughes disponibile in eBook per 40K – siamo condotti dentro la terra e per poi tornare sulla terra e vedere le cose in un modo diverso.

Una sorta di viaggio al centro della musica, infatti, è quello che compie il protagonista di questo racconto che si trova, inaspettatamente, a partecipare a un festival del tutto particolare e ad avere la possibilità di scoprire come è nata la musica, qual è stata la prima nota che ha fatto compagnia all'umanità. Sarà proprio un viaggio (metafora classica della conoscenza) che si svolgerà in tre giorni (quasi una novella morte e risurrezione del protagonista) che ci farà capire come è nata la musica. E forse sarebbe meglio non saperlo.

Il nuovo racconto di Rhys Hughes inizia con tutta una serie di negazioni che fanno presagire un qualcosa che poi accadrà nel corso della narrazione e questo piccolo artificio letterario incuriosisce da subito.

Ero andato ad assistere a un festival musicale, e i miei pensieri erano lontanissimi da preoccupazioni soprannaturali. Anzi, sarei pronto a scommettere di non essere mai stato meno assillato dalla paura che nel primo giorno di quel particolare evento [...] Sinceramente non avevo il più lontano sentore che mi attendesse l’incontro con un fantasma, né che là sotto non ci fosse altro. Ma sto correndo troppo. Basti sapere che non potrei immaginare un luogo meno inquietante di un festival musicale come quello.

Interessante è anche la costruzione del testo: quasi come una scatola cinese veniamo condotti da un ambiente esterno e a uno sempre più interno per poi essere espulsi fuori. Notevole, infine, la descrizione di un mondo “al contrario” in cui le normali esperienze vengono rovesciate. Spiega così il fantasma-guida al visitatore:

“L’intero festival è riservato ai fantasmi, musica eseguita da fantasmi, per spettatori fantasma. Come essere vivente, tu sei una rarità qui sotto, e una presenza un po’ inquietante per il resto di noi, ma sono certo che riusciremo a tollerarti”.

E più avanti il visitatore, entusiasta, afferma:

“Mi sentivo vivo, più che mai in tutta la mia esistenza passata, e l’ironia che quella sensazione fosse stata suscitata da un consesso di defunti non ne sminuiva in nulla l’intensità”.

Una lettura salutare, direi, per cambiare un po' il punto di vista. Il che è sempre un bene.

Rhys Hughes
Il Festival dei Fantasmi
Traduzione di Elena Cantoni
40kbooks, 2011
ISBN 978-88-6586-051-9
eBook formato ePub con Social DRM
euro 2,99
(disponibile anche in inglese allo stesso prezzo)

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