Ali di cartapesta, di Alessandro Benazzi

Ali di cartapesta, di Alessandro BenazziCi sono delle esperienze che lasciano segni profondi in ognuno di noi: situazioni vissute, persone incontrate, sensazioni provate, parole dette e non dette. Tutto forma l'esperienza della nostra quotidianità. Una di queste esperienze è stata messa per iscritto da Alessandro Benazzi nel suo romanzo d'esordio Ali di cartapesta.

Nel romanzo di Benazzi – ambientato tra Roma e la Spagna – da un lato abbiamo i “mali” tipici della nostra società (ma anche di molte altre società ed epoche): tossicodipendenze, malattie incurabili, paura del diverso e della diversità in genere, abusi verso gli altri e verso se stessi; dall'altro abbiamo la cura a tali mali, cura che poi non è altro che la classica “ricetta” a base di amicizia e amore. Concetti forse troppo abusati, che però vale la pena di rispolverare.

Trovo sempre interessante leggere i testi degli “esordienti” perché a ogni riga traspare la voglia di comunicare e la passione della scrittura che, a volte, negli scrittori “non esordienti” cede il passo a qualche logica di mercato. Ovviamente sto parlando di testi di esordienti che sanno muoversi nella scrittura (e ce ne sono, anche se il più delle volte non sono noti al grande pubblico). Certo, come molti (tutti?) gli autori esordienti ci sono alcune sbavature da correggere (uno per tutti: l'ansia di narrare a volte rende il testo particolarmente descrittivo e fa anticipare qualche aspetto della storia che sarebbe bene far scoprire più lentamente). Ma, lo sappiamo tutti, il tempo è un ottimo consigliere.

Alessandro Benazzi
Ali di cartapesta
Albus Edizioni, 2011
ISBN 978-88-96099-43-8
pp. 124, euro 13,90

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