Il profumo delle foglie di limone, di Clara Sánchez

È trascorso poco più di un mese dal giorno della memoria, il 27 gennaio, in cui il mondo ha ricordato simbolicamente l’immane tragedia dell’Olocausto, della Shoah.

È uscito in questi ultimi giorni, per Garzanti, Il profumo delle foglie di limone, di Clara Sánchez – un libro che ha fatto impazzire la Spagna e adesso l'Italia, visto l'ottimo riscontro di pubblico –, è un intenso racconto di come ancora il dolore e le conseguenze di quel drammatico momento storico si diramino fino ad oggi e dimostri che le ferite non sono affatto rimarginate.

Veniamo alla trama. Julián, dopo essere sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen, si trasferisce in Argentina dove mette su famiglia e collabora spesso con il “Centro”, una non meglio specificata associazione.

Che cosa fa il "Centro"? Si occupa di stanare gli ufficiali delle SS nascosti in piccole località sparse per il mondo, gente che ha evitato di essere giudicata per il male che ha perpetrato, che non si è mai pentita e, anzi, continua a credere di essere stati nel giusto e, infine, non pagherà mai se nessuno va a scovarli.

Julián ovviamente non è certo quello che si potrebbe definire un uomo pacificato, ma data l'età forse un poco rassegnato sì, soprattutto dopo la dipartita di Raquel, l’adorata moglie; gli è rimasta soltanto sua figlia.

Ma questo, tuttavia, non gli impedisce di partire alla volta di Alicante, nella Costa Bianca, Spagna, dove Salvator Castro – un suo compagno di Mathausen prima e del “Centro” dopo, che si fa chiamare con un diminutivo altamente simbolico: Salva –, è andato a trascorrere gli ultimi anni di vita e da dove gli spedisce una lettera in cui gli annuncia che Fredirik Christensen, svedese, feroce gerarca nazista, è proprio ad Alicante, insieme alla moglie Karin.

Sandra, invece, è una ragazza spagnola di trent’anni che va ad Alicante per passare un po’ di tempo da sola, con se stessa, per riflettere sulla sua vita: è rimasta incinta di un uomo che forse non ama, terrà di certo il bambino ma per resto del suo futuro sa ben poco. Uno dei primi giorni, in spiaggia, Sandra si sente poco bene e paradossalmente a soccorrerla sono proprio Frederik e Karin Christensen, i carnefici.

Tenendo conto che non è stagione di vacanze, le persone in circolazione per Alicante sono davvero poche e fare amicizia non è cosa semplice; Sandra si sente sola, naturalmente, e inizia così una frequentazione assidua con i Christensen che si dimostrano affabili e ospitali e premurosi verso quella ragazza incinta di cinque mesi che non sa cosa vuole dalla vita.

La villa dei Christensen sulla collina è immersa in una strana quiete; le serate davanti al camino sono tranquille; il tè e i pasticcini deliziosi; i bagni in piscina rilassanti. Karin le insegna addirittura a lavorare a maglia. Così a Sandra sfugge che, su quella collina a pochi passi dal mare, Frederik e Karin non sono gli unici mostri in circolazione.

A dire la verità, sembra che Sandra sappia poco, non solo del suo presente, ma anche del passato – che poi tanto passato non è – e quando viene avvicinata da un vecchio con un forte accento argentino che gli dice con chi ha a che fare, Sandra non cede subito, ma continua a frequentare la coppia.

Tuttavia li frequenta con una consapevolezza diversa: le cose sono cambiate, forse non ancora ribaltate, ma di sicuro quel seme del dubbio instillato da Julián nella povera e cocciuta Sandra fa evolvere la storia con una forza, una pressione e una tensione sempre crescenti affinché il mondo sappia di quanto male ci sia stato e c’è ancora.

Clara Sánchez
Il profumo delle foglie di limone
Traduzione dallo spagnolo di Enrica Budetta
364 pagine
€ 18.60

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