Vita da illustratore: intervista a Rosaria Iorio

rosaria iorio

Bisogna “guardare”tanto,rubare con gli occhi,per poi rielaborarlo attraverso il proprio sentire e restituirlo in maniera assolutamente personale".
Questo il segreto del mestiere di illustratrice secondo Rosaria Iorio, il cui lavoro ho conosciuto grazie alla delicata favola "Il ladro di stelle". Secondo lei, "trovare un stile proprio è un esercizio continuo, non si smette mai di cercare il proprio segno. Non è facile ed è qualcosa che arriva col tempo e con la consapevolezza di se stessi. Fondamentale è cercare di non scimmiottare illustratori che già hanno una propria identità,e cercare la nostra. Perchè alla lunga, paga avere un segno che ci contraddistingua".

La nascita di una passione come quella del disegno è nata in te grazie a degli illustratori in particolare? Non ci sono illustratori in particolare. La passione per il disegno mi ha accompagnata da quando ero piccolissima,ho sempre sentito l’esigenza di “comunicare”attraverso forme e colori,di condividere con gli altri un mondo che era soltanto mio.Successivamente ho deciso di coltivare questa passione in maniera più concreta,iscrivendomi alla Scuola Italiana di Comix di Napoli,un’isola felice,dove oltre a fornirti gli strumenti giusti per disegnare,t’insegnano anche a coltivare i sogni.

Quanto è difficile per un illustratore farsi apprezzare da un editore, in Italia?
"E’ abbastanza complicato, bisogna armarsi di pazienza e passione. Credo sia importante soprattutto crederci ed essere in grado di poter difendere sempre il proprio lavoro,per non soccombere ai rifiuti e ai tanti “no”che lastricano questa lunga strada. Bisogna essere professionali,testardi e pronti a girare l’Italia col proprio book. Occasioni fondamentali sono le Fiere,come quella del libro per ragazzi di Bologna".

E tu come sei approdata a Coccole e Caccole?
"Da tempo guardavo la produzione di Coccole&caccole e i loro libri mi sono sempre molto piaciuti. Poi nel 2009 è arrivato il loro invito a partecipare a Disognamo. Lo scorso anno, proprio in Fiera a Bologna,ho sottoposto alla loro attenzione il menabò del libro e fortunatamente a loro è piaciuto e hanno voluto pubblicarlo".

Un libro per bambini di cui avresti voluto illustrare la copertina.
"Tanti…..ma forse mi piacerebbe illustrare una favola classica,tipo Biancaneve".


Ci suggerisci un libro (per bambini o meno) che ti è piaciuto, da regalare?
"Anche qui la scelta è molto ampia. Consiglierei e regalerei sempre e comunque dei libri. Un libro è sempre un biglietto di sola andata verso un mondo fantastico,e ci consente di portarci via milioni di souvenir da accoccolare su un ripiano dell’anima. Un libro illustrato che senz’altro consiglierei e che molto spesso io stessa ho regalato è “L’albero Rosso” di Shaun Tan".

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