Internet e gli scrittori: latrina digitale o base di lancio?

latrina"Internet somiglia tanto alle pareti delle latrine, dove uno arriva e scrive cio' che vuole. Ma non determina l'autorevolezza. Mi fido molto di piu' del lavoro editoriale". Questa l'opinione dello scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco (autore fra gli altri di “Le uova del drago”) intervistato dall'Adnkronos sulla scelta di molti scrittori di pubblicare i loro libri in maniera indipendente, e solo in versione digitale.

Buttafuoco ha espresso un parere controcorrente commentando la notizia dello scrittore che vende il suo e-Book nella versione per Kindle, Stephen Leather, spodestando in classifica John Grisham e Stieg Larsson, cone duemila copie al giorno.

"Molti scrittori stanno pensando di diventare editori in proprio e vendere direttamente", ha ammesso nell'intervista Buttafuoco “ma la casa editrice è l'unica che, per mestiere e tradizione, sa sostenere gli autori”.

Leather si è autopromosso in vari book forum (e ovviamente i forumisti hanno detto la loro, apprezzando il suo lavoro) vendendo il libro al minimo consentito da Amazon (72 centesimi).

Ma Leather non è l'unico: alle sue spalle un giallista indipendente, Gordon Ferris, e poi Amanda Hocking, ex infermiera di 26 anni che scrive romanzi paranormali. Lo scorso mese ha venduto 450mila copie del suo romanzo, rifiutato da tutti gli editori a cui lo aveva proposto.

L'altra notizia che voglio accostare a questa - anche se apparentemente non pertinente - è l'obiettivo degli organizzatori del Progetto Gutenber di rendere disponibili 10milioni di libri (eBook di pubblico dominio). Obiettivo ambizioso e a cui non è possibile dare una dead line, visto che per ora sono solo 40mila e la scansionatura dei testi avviene ad opera di volontari. Però la strada è quella (e qui si spiega la mia scelta di accostare questa notizia alle altre). "Oggi a pranzo ero seduto vicino a una persona che stava leggendo un libro sul cellulare. E' da li' che passa il futuro. Per questo stiamo adattando Gutenberg a telefonini e Kindle", ha detto uno dei fondatori del progetto.

Che ne pensate? Ha ragione Buttafuoco o il web ridimensionerà davvero il ruolo di intermediari delle case editrici?

Foto | Flickr

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