Il conformista, di Massimo Fini

Il conformista, di Massimo Fini Che Massimo Fini sia uno dei pochi intellettuali italiani a meritarsi il titolo di "intellettuale" è facilmente dimostrabile dalla quantità di persone che a priori diffidano di lui e dei suoi giudizi sferzanti, nonché dallo spazio, praticamente nullo se si esclude il Fatto Quotidiano, che la stampa radiotelevisiva concede alle sue parole. Una stampa e una televisione piene di incompetenti e tuttologi patentati o, quando va bene, di inetti politici da quattro soldi che temono come la peste personaggi come Fini, che dicono ciò che pensano e pensano ciò che dicono.

Sì, perché Fini è uno di quei personaggi che non si riescono a inquadrare in nessuna di quelle categorie, inutili e ingessanti, in cui, negli ultimi cinquantanni, ci hanno insegnato a confinare ogni idea, in qualche modo per neutralizzarla, renderla, appunto, definibile e innocua. Non è un caso che il modo più comune per attaccarlo sia il cercare di definirlo nei modi più strani, mitragliandolo di categorie come "FascioComunista, Maschilista, Antiamericano, Anticapitalista e fomentatore d’odio", giusto per citare un nostro lettore che in questo modo commentava una recensione al Vizio oscuro dell'Occidente.

E anche questa raccolta di articoli, intitolata Il conformista e contenente pezzi scritti tra il 1977 la fine degli anni Ottanta, non è da meno: polemiche, analisi politiche e di costume, stroncature letterarie, il materiale qui antologizzato è vario, eppure un filo rosso unisce ogni pezzo: è la critica, sferzante, onesta, acuta e mai gratuita; in una parola Libera. Una critica alla Cyrano, insomma, implacabilmente diretta contro le meschinità e le ipocrisie della società, senza sconti.

Non è un caso che Indro Montanelli, nella sua prefazione a questo volume, scriva:

Gliela faranno pagare calando su di lui una coltra di silenzio: da quando i roghi non usano più, è la sorte che attende i conformisti che non si conformano

Ma, oltre alla consueta freschezza di stile e alla solidità della verve polemica che da sempre caratterizza la scrittura di Massimo Fini, la cosa più sorprendente di questa antologia è l'assoluta attualità della maggior parte degli articoli, un'attualità che lo stesso Fini sottolinea nell'introduzione alla nuova edizione del 2008 e che, paradossalmente e grottescamente, non è dovuta tanto alla bravura e alla perspicacia di chi scrive, quanto alla cifra che da sempre caratterizza l'Italia, "un paese dove nulla cambia mai veramente. Né gli uomini né, di conseguenza, i problemi. E' il Paese di Gattopardo. Dei trasformisti. Degli opportunisti. Dei voltagabbana."

Massimo Fini
Il conformista. Contro l'anticonformismo di massa
Marsilio Tascabili
euro 9,90

  • shares
  • Mail