Il correttore, di Ricardo Menéndez Salmòn

Il correttore, di Ricardo Menéndez Salmòn Non capita spesso che la complessità del mondo riesca a convivere con i caratteri stampati di una storia di carta, di uno degli incontabili romanzi che l'ipertrofica macchina editoriale contemporanea. Eppure, tra le righe di questo romanzo dello spagnolo Ricardo Menéndez Salmòn, intitolato Il correttore e pubblicato da pochi giorni fa dalla Marcos y Marcos, il mondo affiora.

A partire dalla Tragedia, quella che sconvolse Madrid l'11 marzo del 2004, e al Dolore, alla Paura e all'Impotenza che l'essere umano istintivamente prova nel trovarsi di fronte alle macerie che la Storia lascia dietro di sé, quando questa si risveglia dal torpore, fino all'Amore, quello che lega Vladimir, il protagonista, il correttore di bozze, alla sua compagna Zoe, correttrice, o meglio, restauratrice di opere d'arte: gli ingredienti della vita ci sono tutti, e anche piuttosto ben mescolati, senza eccessi.

A parte – a voler essere severi – un paio di sbavature, infatti, la lunga giornata emotiva di Vladimir, alle prese con gli errori del mondo, oltre che con quelli dei Demoni di Dostoevskij, riesce a procedere sulla sottile linea rossa che separa la profondità dalla banalità, senza mai – o quasi – attraversarla. E non è cosa da poco, perché il nemico numero uno di un romanzo come questo, quello che miete vittime ogni giorno tra i romanzi contemporanei, è proprio la banalità.

Un bel romanzo, dunque, che scorre veloce ma che non è assolutamente superficiale, caratterizzato da una scrittura limpida e seducente, arricchita da un apparato di immagini e di metafore perfettamente modulate e da un dialogo continuo con la tradizione letteraria che riesce a non essere mai affettato o forzato.

Ricardo Menéndez Salmòn
Il correttore
Marcos y Marcos
euro 14,50

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