Sul destino della lettura nell'epoca digitale

Sul destino della lettura nell\'epoca digitale
Stamattina vi segnalo un interessante articolo di Giorgio Fontana, scrittore e giornalista freelance milanese, pubblicato sul sito Webtarget e dedicato al destino a cui va incontro la lettura nell'epoca della digitalizzazione. L'analisi di Fontana, al di là del pessimismo apocalittico o dell'ottimismo integrato dei nuovi barbari che spesso domina i discorsi di questo tipo, ritrae una realtà in evoluzione, quella del nostro rapporto con i testi e con le informazione che questi contengono.

Una cosa sembra certa, la lettura all'epoca dei social network, della connessione perpetua e delle apps deve fare i conti con una attenzione saltuaria, una concentrazione frammentata, il che si tramuta in tempi di lettura ridotti a pochi secondi e su un'attenzione selettiva che, secondo i dati citati da Fontana, si limiterebbe al 20% delle parole.

Sono segnali sicuramente inquietanti, che minano le basi su cui poggia l'atto stesso della lettura endofasica,vale a dire quella attività mentale che ci permette di decodificare i testi scritti senza doverli declamare ad alta voce. Pare, insomma, che la fase della storia della lettura iniziata ufficialmente il giorno in cui Agostino d'Ippona andò a trovare, nei suoi uffici di Milano, Aurelio Ambrogio e notò che "Nel leggere, i suoi occhi correvano sulle pagine e la mente ne penetrava il concetto, mentre la voce e la lingua riposavano".

Ma questa rapida evoluzione a cui stiamo assistendo, non è detto che porti necessariamente a un'ondata anomala di analfabetismo di ritorno che ci sommergerà tutti, anche se il timore è d'obbligo.

Via | Webtarget

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