Flannery O' Connor, il mistero e la scrittura, di Elena Buia Rutt

flannery o' connorChi ama l'opera di Flannery O' Connor – scrittrice sovente equiparata a William Faulkner – amerà questo saggio di Elena Buia Rutt, una panoramica a 360 gradi sull'arte e le intime convinzioni, il realismo religioso e la visione della malattia, della scrittrice statunitense.

O' Connor, cui venne diagnosticata una malattia inesorabile – il lupus eritematoso – appena adolescente, usa “devianza e deformità provocatoriamente...per aprire gli occhi alla gente, per concentrare la loro attenzione su un'esperienza cruciale, quella della finitezza”.

E' tutto fuorchè bigotto, il cattolicesimo di questa autrice, che programmaticamente intitolò molti dei suoi racconti con una frase da “luogo comune”, come “Un buon uomo è difficile da trovare”, oppure “brava gente di campagna”.

“Tutti i miei racconti parlano dell'azione che la grazia esercita su un personaggio poco disposto ad assecondarla”, scriveva Flannery. Una “grazia” che può essere così forte da diventare anche “violenta” in quanto “si ritrova a dover competere con il male”.

Nella narrativa di O'Connor, “dove siano il bene il male non è facilmente individuabile in prima battuta: la più devota delle vecchiette può rivelare una religiosità ipocrita e di maniera, mentre l'ultimo dei malfattori può mostrare una sorprendente prossimità con la parola di Dio”.

Per O'Connor la scrittura riguarda infatti il mistero della redenzione dell'uomo, la sua capacità di salvarsi da se stesso, o di condannarsi all'infelicità (terrena e ultraterrena) con le sue proprie mani.

Ma Flannery parlò a lungo anche dell'arte della scrittura (per questo vi rimando anche a “Nel territorio del diavolo” edito da Minimum fax o “Da sola a presidiare la fortezza”, Einaudi) e l'autrice cita la “summa” delle sue convinzioni, al riguardo: “la scrittura...riguarda tutto ciò che è umano e noi siamo polvere, dunque se disdegnate d'impolverarvi, non dovreste tentare di scrivere narrativa”.

Perchè la O'Connor (e in questo io personalmente vedo l'affinità con Faulkner) “ sa che...il suo gesto di vergare parole sul foglio non significa esprimere una serie di intuizioni psicologiche, ma molto concretamente dare vita a un mondo”.

Elena Buia Rutt
Flannery O' Connor, il mistero e la scrittura
Ancora ed.
12.50 euro

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