I figli del serpente, di Giuseppe Leto Barone

I figli del serpente, di Giuseppe Leto BaroneAll'orizzonte dell'ultimo romanzo di Giuseppe Leto Barone, I figli del serpente, ci sono eventi di cronaca che sono rimasti nella memoria di tutti noi: l'omicidio/suicidio (almeno così lo fanno passare le fonti ufficiali) messo in atto dalla guardia svizzera Cédric Tornay in Vaticano in cui oltre a lui persero la vita il comandante Alois Estermann e sua moglie Gladys Meza Romero; l'incendio nella cappella della Sindone di Torino nella notte tra l'11 e il 12 aprile 1997; ma anche la guerra nella ex-Jugoslavia, gli attentati dell'11 settembre alle Torri Gemelle. Il tutto è ben strutturato attorno a una storia che tocca vari temi etici – quali, per esempio, le cellule staminali e la clonazione – che rendono il romanzo di Leto Barone una interessante lettura per quanti hanno amato Il Codice da Vinci e Angeli e demoni di Dan Brown o A sua immagine di James BeauSeigneur.

I figli del serpente ha una trama complessa, con elementi che si rincorrono lungo tutto il testo. Lo stile dell'autore è diretto e asciutto e, nel complesso, la lettura è avvincente (anche con qualche piccolo refuso che forse poteva essere evitato). Da notare la dinamicità interna del romanzo, evidenziata dai molti riferimenti al movimento che troviamo all'inizio di quasi tutti i capitoli (macchine che si muovono, persone che camminano, aerei che decollano, ma anche giorni che passano, stagioni che arrivano, ore e minuti e secondi che trascorrono).

Tutti gli anni, a partire dal 1527, il 6 di maggio le nuove reclute della Guardia Svizzera prestano il loro giuramento. Quell'anno non accadde.

Giuseppe Leto Barone
I figli del serpente
Edizioni A.Car, 2010
ISBN 978-88-6490-006-3
pp. 422, euro 18,00

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