La letteratura non serve a niente, ovvero sul ponte sventola bandiera bianca

La letteratura non serve a niente, ovvero sul ponte sventola bandiera bianca
Oggi, sulle pagine virtuali di Repubblica, è stata pubblicata una lettera aperta scritta da una professoressa precaria che insegna italiano e latino in uno dei tanti licei del milanese, una lettera che, circoscrivendo in pochi ma densi paragrafi la profonda e diffusissima amarezza che colpisce di questi tempi gli insegnanti italiani, in qualche modo segna una resa, affermando che insegnare Letteratura e Latino non serve più a niente.

Scrive la professoressa:

Togliete queste materie dalla scuola, eviterete di far perdere tempo a quei pochi che passano i loro pomeriggi a spaccarsi la schiena su versioni, poesie e filosofi anziché fare altro di più divertente. Io non me la sento più di dire ai miei studenti di sacrificare ore di studio per il latino. L’ho fatto io, non fatelo voi ragazzi. Altrimenti farete la mia fine. Vi ritrovereste con un pugno d’aria, di parole che ormai oggi non hanno più senso per nessuno.

Parole che segnalano il livello ormai insopportabile di disillusione, di demotivazione e di disperazione in cui la società italiana ha relegato la classe insegnante, frustrata da stipendi da fame, delegittimata dal sempre più potere acquisito dai genitori – individui che non dovrebbero essere ammessi nelle scuole – insultata da riforme che contabilizzano il lavoro culturale e che mortificano attese di anni nelle graduatorie. In due parole: una classe di persone che non ce la fa più, che non ha più energia, che non ha più voglia di impuntarsi e di faticare per niente, che non riesce più a reagire.

Questo è un segnale pericolosissimo, ben più della ormai sdoganata passione, da parte della nostra elite politica ultrasettantenne, per le minorenni e per le feste selvagge, ben più dell'assenza di un'opposizione reale nel paese, ben più anche della piaga del lavoro precario, della cassaintegrazione e della disoccupazione dilagante. Perchè questo è il segnale di una resa.

"Sul ponte sventola bandiera bianca", cantava Battiato in una delle sue più belle canzoni. Ed è questa frase che mi viene in mente, di primo acchito, quando leggo una dichiarazione di resa come quella che ha scritto questa insegnante, una dichiarazione che, ci scommetto, firmerebbero in molte. Eppure, pur condividendo completamente la frustrazione, la rabbia, la delusione che assediano i pensieri quotidiani di moltissime insegnanti e, più in generale, di tantissimi lavoratori precari in Italia, tra le canzoni di Franco Battiato ho sempre preferito, alla bella Bandiera Bianca, la splendida Up Patriots To Arms.

Foto | Flickr

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