Recensioni atipiche: Le 120 giornate di Sodoma di Francesco De S

Recensioni atipiche: Le 120 giornate di Sodoma di Francesco De S Dopo Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa P, dopo Vietato ai minori di Veronica Q, dopo l'ultimo scandalo provocato da Seventy Sex di Janis Joyce, la pubblicazione di questo romanzo erotico firmato dal misterioso Francesco De S, pseudonimo dietro cui si cela Donato Alfonso Francesco De Sade, è certamente un'inutile goccia provocatoria nell'oceano di volgarità della letteratura sediziosa di questi nostri tempi.

Tralasciando il fatto che il testo presenta numerose lacune e punti non risolti, evidentemente frutto, più che di una pretesa incarcerazione dell'autore, di una evidente operazione mal riuscita di editing selvaggio, quello che non chi scrive non riesce a capire è come si possa ancora, all'alba del 2011, credere di poter scandalizzare i lettori con una costruzione narrativa troppo assurda per essere credibile.

Se tutti potevamo credere alla veridicità delle storie sessuali della ragazzina Melissa P nel suo Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, di certo nessuno potrà mai accettare il fatto che sta alla base di questo romanzo di Francesco De S. Difatti. Finché al centro di una vita dedita al vizio e al peccato c'è una donna, per di più adolescente, la costruzione narrativa è più credibile, ma quando al centro di una storia così perversa come quella che racconta De S ci sono quattro genitluomini, la società civile non può accettarlo.

Un vecchio Presidente, un Vescovo, un Banchiere e un Duca codardo, questi sono i personaggi a cui De S fa organizzare ciò che di più perverso si possa pensare: degli scriteriati riti orgiastici in una residenza del Presidente, con 120 venti ragazzine e ragazzini, tra cui moltissime minorenni, adescate da una decina di prostitute professioniste amiche degli organizzatori. Basta accennare a una trama del genere per capire che questo è un romanzo destinato, come il suo autore, ad essere dimenticato in fretta, o, al meglio, ad essere ricordato da pochi pervertiti frequentatori di cinema porno, non certo dal pubblico italiano, il cui palato è troppo fine per accettare tanta volgarità.

  • shares
  • Mail