Il film dei miei ricordi, di Susanna Colussi Pasolini

susanna pasolini

"Quando veniva su dalla parte della marina un brutto temporale con minacciosi, apocalittici nuvoloni nero-marrone striati di grigiastro, segno di grandine, la nonna saliva in camera, apriva la finestra, scrutava il cielo, faceva nell'aria ampi segni di croce ; poi prendeva dal secchiello il rametto d'olivo gocciolante e con quello benediva le nuvole con gesti solenni e ieratici mormorando le litanie dei santi: “Et fulmine et tempestate libera nos Domine!”.

E' davvero un dono prezioso, la pubblicazione di questo “Il film dei miei ricordi”, di Susanna Colussi Pasolini, madre di Pierpaolo. Scriveva con una bella grafia pulita e ordinata, su comuni quadernetti, Susanna, scriveva la storia della sua famiglia, e probabilmente, come segnalano i curatori del volume, suo figlio non fu mai al corrente di questa passione ben celata.

Il volume è chiaramente interessante per i cultori dell'opera dello scrittore. Eco della sua produzione in cui sono protagonisti paesaggi e cultura friulana sono riscontrabili anche in questo romanzo della madre – così come queste eco saranno di certo state presenti nei suoi racconti orali al figlio, ovviamente. Ma il romanzo è molto piacevole anche da leggere di per sé.

Susanna parte immaginando la storia d'amore e la “fuitina” all'epoca dell'Impero napoleonico della sua bisnonna (di cui lei avrebbe volentieri fatto a meno di ereditare il nome di battesimo) con un soldato salvato da lei stessa da morte certa, al freddo. Lo scopri accoccolato nel ventre caldo di un cavallo e lei, sposa a giorni, non ebbe ribrezzo a tirarlo fuori da tutto quel sangue.

Ed è con avidità che noi appassionati di Pasolini leggiamo del trisnonno “letterato del paese che declamava i versi dei grandi poeti di allora”, o di atmosfere perdute: quelle di una festa in stalla durante l'occupazione tedesca, con il gusto di mangiare i “ciccioli” e i “crostoli”.

Tutto inizia dalle domande di una bambina (Susanna) alla nonna, che ricostruisce in un lungo racconto suggestivo gli amori, le disgrazie, i giorni di festa e i lutti degli avi; Susanna riesce a immedesimarsi nei pensieri e nelle emozioni di personaggi mai conosciuti, tanto da narrarle a volte in prima persona.

Spesso il racconto parte da un oggetto, da un flash di memoria infantile, da un soprannome sentito più volte nelle chiacchiere in famiglia (“il babbo era famoso per azzeccare i nomignoli che calzavano a pennello”) le umiliazioni a scuola, le spiegazioni di come va il mondo e come si comportano i ricchi, le sgridate di una maestra per le “cattive compagnie” e i giochi di Susanna, considerati “fuori luogo”.

Giochi che consistevano solo, in realtà, “nell'attraversare scalze l'acqua della roggia, arrampicarsi sugli alberi e fare scorpacciate di frutta acerba; andare nel campo a portare il desinare ai contadini e ritornare verso sera sul carro colmo di fieno. Quanto mi piaceva stare sprofondata tra il fieno odoroso, mentre le mucche trainando il carro col loro passo lento, lo facevano leggermente dondolare!”

Con una memoria lucida e attentissima ai dettagli degli ambienti, delle persone, delle parole usate nei racconti della nonna (come solo i bambini sanno essere, negli anni della loro infanzia) Susanna ripercorre a ritroso - arrestandosi alle soglie del Novecento - le radici della sua famiglia componendo un affresco a tutto campo, un vero “romanzo” famigliare che chissà perchè non volle mostrare al figlio.

S. C. Pasolini
Il film dei miei ricordi
Archinto ed.
18 euro

  • shares
  • Mail