Velina o calciatore, altro che scrittore!, di Gordiano Lupi

Velina o calciatore, altro che scrittore!, di Gordiano Lupi Il mondo editoriale contemporaneo sembra soffrire di una strana malattia che lo sta mangiando dall'interno come un tumore irrefrenabile. I sintomi di questa malattia sono, per esempio, la presenza continua di scrittori tuttologi che affollano i salotti televisivi, la dittatura editoriale del cartello Mondafeltrinellieinaudi, il fenomeno degli scrittori panettone che puntualmente sfornano i loro burrosi bestseller canditi ogni santo Natale, e la lista potrebbe andare avanti ancora per un bel po'.

Gordiano Lupi, in questo volume oscillante tra la narrazione e il pamphlet, non risparmia quasi nessuno di questi grotteschi sintomi del degrado qualitativo e morale di una filiera editoriale il cui scopo sembra essere ormai semplicemente l'autoconservazione di se stessa.

Ma se fosse per questo, se fosse solo per smascherare alcune delle tante magagne che offre il teatrino dell'editoria italiana, leggere Velina o calciatore, altro che scrittore!, edito un paio di mesi fa dalle Edizioni Historica, non sarebbe un grande spasso, anche perché la maggior parte dei fenomeni di cui parla Gordiano Lupi sono ben noti agli addetti ai lavori e non solo. E farebbero anche rabbrividire, e forse strapperebbero anche qualche lacrimuccia ai lettori più sensibili se non fosse che Lupi, unendo alla sua toscanità verace, la lezione di Bianciardi e, in qualche modo, anche di un certo Céline, riversa su tutto questo baraccone una sanissima e liberatoria rabbia sarcastica.

E' tutto qui il trucco: spostare l'asse dello sguardo. Non mi ricordo più chi diceva (o forse me lo sto inventando?) che se una cosa la racconti guardandola dal basso verso l'alto il tuo tono sarà quello della tragedia, e subirai la materia senza scampo, soffocando sotto la sua pesantezza, mentre se la racconti dall'alto verso il basso il racconto sarà dotato della leggerezza dell'ironia o del sarcasmo e la materia del tuo racconto, seppur tragica e pesante, verrà depotenziata, disinnescata, tanto che basterà una risata a seppellirla.

Lupi, in qualche modo, fa dunque reagire due ingredienti fondamentali: da una parte la rabbia per un sistema che sempre di più emargina il valore e la qualità a scapito della quantità o, ancor peggio, della marchetta; dall'altra l'ironia di chi, come Guccini nell'Avvelenata, ha dalla sua il vantaggio della coerenza e, in fondo con un gran sorriso, è in grado di mandare a culo tutto il resto. Due ingredienti di cui avremmo bisogno tutti i giorni per affrontare il mondo che ci siamo fatti disegnare attorno. Perché rabbia e ironia, quando riescono ad andare a braccetto, sono un'arma devastante per spazzare via la scenografia da quattro soldi che ricopre la realtà che ci circonda.

Gordiano Lupi
Velina o calciatore, altro che scrittore!
Historica Edizioni
euro 13,50

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