Testi prigionieri, di Jorge Luis Borges

Testi prigionieri, di Jorge Luis Borges Devo ammettere che ogni volta che mi accingo a leggere raccolte di testi "riscoperti" di grandi autori sono sempre un po' scettico sull'effettiva utilità di queste operazioni editoriali di ripescaggio e sulla loro liceità. Eppure nel caso di questo libro, i Testi prigionieri di Jorge Luis Borges, edito da Adelphi nel 1998, sono rimasto piacevolmente soddisfatto, anzi, quasi sorpreso dalla pregnanza e dall'interesse di questi testi, estratti dall'oblio e riversati in un unico volume appassionante. .

La raccolta mette in fila una serie di brevi articoli scritti tra il 1936 e il 1940, liberati dalla prigione di carta che per cinquant'anni li ha sepolti – le colonne di un giornale femminile dal titolo El Hogar, il focolare. A quei tempi, Jorge Luis Borges aveva più o meno quarant'anni e aveva pubblicato, oltre che a qualche raccolta giovanile di poesie non eccelse, soltanto la Storia universale dell'infamia e la Storia dell'eternità. Gli anni dei racconti di El Aleph e di Finzioni erano ancora a venire.

Credo che si possano definire due tipi di piacere che questo libro può dare ai suoi lettori, sia a chi Borges lo conosce come le proprie tasche, sia a quelli che ne hanno solamente sentito parlare. Il primo, il piacere degli appassionati, trae la propria forza dallo scoprire tra le righe di qualche biografia sintetica o di qualche brevissima recensione, frammenti di discorsi che all'epoca si stavano ancora costruendo e che poi, con gli anni, sarebbero diventati l'impalcatura dell'affascinante e vertiginoso immaginario borgesiano.

Il secondo, di cui di certo non saranno privati i lettori esperti, ma che riguarderà facilmente anche i neofiti, è un piacere strano, vertiginoso, che fonda il suo fascino sulla collisione degli spazi temporali, senza però che questa collisione vertiginosa sia il frutto di uno dei paradossi o dei trucchi su cui Borges ha sempre amato basare le sue finzioni. Al contrario, per una volta la vertigine è vera, ed è causata dalla sensazione, che spessissimo si prova scorrendo le recensioni raccolte nel volume, di osservare alcuni dei classici del primo Novecento, da Kafka a Wells, da Chesterton a Huxley, fino a Joyce con gli occhi della contemporaneità.

Jorge Luis Borges
Testi prigionieri
Adelphi
euro 18,50

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