Zero Zero Zero: Saviano ha fatto flop?

Meno di 200mila copie vendute, magazzini colmi della docu-fiction sulla cocaina e Feltrinelli che le sta provando tutte per tenere viva l'attenzione sull'autore di Gomorra.

Il sospetto c'era già da qualche tempo: poco passaparola, recensioni non entusiastiche e la ovvia difficoltà nel dare seguito al clamoroso successo di Gomorra. Adesso ci si mette anche Dagospia, che appiccica a Zero Zero Zero, l'ultimo lavoro di Roberto Saviano, l'etichetta di flop. Precisando anche che in casa Feltrinelli, dove hanno sborsato oltre un milione di euro per aggiudicarsi lo scrittore antimafia, sono tutti abbastanza disperati.

Secondo quanto riporta il sito di D'Agostino - che a sua volta cita "autorevoli addetti ai lavori" - sono 300mila le copie rimaste impilate nei magazzini, a fronte di una tiratura di 500mila che a questo punto sembra essere stata decisamente mal calcolata. Nonostante la partenza ottima, 50mila copie nella prima settimana di Zero Zero Zero, le cose sono poi andate a rilento e al momento le vendite sarebbero sulle 180/200mila copie. Cifre più che rispettabili per quasi tutti gli scrittori, ma non per l'autore di Gomorra.

E adesso si dice che arrivare a 250mila copie sarebbe già un miracolo. Un miracolo per ottenere il quale in Feltrinelli (Dagospia dipinge un Carlo Feltrinelli che non sa più a quale santo votarsi) si sta cercando di spremere Saviano il più possibile: programmi televisivi in ogni dove e incontri con i lettori per firmare le copie fino a "fargli slogare il polso".

Ma è proprio così? In effetti la classifica non è dalla parte dell'autore della docu-fiction sul traffico di cocaina: dopo un esordio al primo posto (e ci mancherebbe altro): Zero Zero Zero - secondo le classifiche del Corriere - è rimasto in testa "solo" per cinque settimane, per poi farsi superare dall'Inferno di Dan Brown (altro libro per il quale si dice che Mondadori sia abbastanza disperata) e addirittura svanire dalla top ten alla nona settimana (classifica del 13 giugno). Per poi riapparire e piazzarsi, il 27 giugno, al sesto posto.

Insomma, magari flop no, però le aspettative erano ben altre. Di chi è la colpa? Di una promozione sbagliata, di un libro non troppo riuscito o di un personaggio che ha perso buona parte dell'interesse che lo circondava?

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