Aspiranti scrittori: No grazie! Parola di Massimiliano Parente

Aspiranti scrittori: No grazie! Parola di Massimiliano Parente
Oggi ho letto un breve articolo di Massimiliano Parente che ho trovato veramente geniale e che, visto che mette un paio di puntini sulle stesse I sulle quali li metterei io, piazzando anche un paio di accenti nei posti giusti, non posso fare a meno di segnalarvelo. L'articolo, che porta l'inequivocabile titolo di Cari aspiranti scrittori, volete farvi leggere da me? Pagatemi! è apparso sul Giornale di oggi, ma potete leggerlo anche su Facebook a questo indirizzo.

Parente, il cui pregio è, come al solito, quello di non mandarla dire, oltre a lamentarsi del fatto che innumerevoli aspiranti scrittori scelgano il suo indirizzo di posta o il suo account di Facebook per inondarlo di richieste di lettura dei propri manoscritti e di pareri sulla qualità sugli stessi, pone due problematiche di cui, almeno a mio avviso, non si è ancora parlato e non si parlerà mai abbastanza.

La prima è che l'Italia è sovraffollata di aspiranti scrittori. Se la metà degli italiani sogna di fare la Velina o il Calciatore, l'altra metà sogna di fare lo Scrittore. Una moda che sembra non subire interruzioni né oscillazioni e che alimenta un indotto enorme tra inutili scuole di scrittura creativa e pseudo agenzie letterarie, il che potrà far bene all'occupazione del settore (su cui bisognerebbe fare un discorso a parte), ma non può certo far bene alle tasche di questi aspiranti scrittori a tutti i costi.

La seconda veritas che emerge dal discorso di Parente, in fondo legata alla prima dal doppio filo della necessarietà, è che nel nostro paese, la maggior parte degli aspiranti scrittori (e purtroppo non solo degli aspiranti) dimostrano alla prova della lettura la quasi assoluta mancanza di cultura letteraria. In due parole: Non leggono. Un discorso da snob? No, tutt'altro, è semplicemente che quando ci si ritrova a leggere un racconto, un romanzo, una poesia o anche una ricetta di cucina e ci si accorge che sotto (ma neanche dietro, di fianco o da qualsiasi altra parte) non c'è nulla, si rimane un po' spiazzati.

Perché la verità è che la Letteratura si nutre di se stessa, che ogni vero scrittore, come scrisse a suo tempo Borges, crea i suoi precursori, perché crea delle relazioni tra ciò che scrive e tutto ciò che lo ha preceduto, perché modifica la nostra percezione di tutto ciò che avevamo letto in precedenza. Perché in fondo, ogni Scrittore (con la S maiuscola) è tutta la Storia della Letteratura.

Ora, prima che mi accusiate di delirio o di idealismo irresponsabile, faccio un appunto: io non voglio assolutamente postulare il diritto all'esistenza soltanto dei geni e dei loro capolavori, ma di certo non posso accettare il fatto che qualcuno provi l'incesurabile bisogno di scrivere, se non è affetto dalla devastante dipendenza dal leggere.

Foto | Flickr

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