Le classifiche di vendita degli eBook. Ma servono veramente?

Le classifiche di vendita degli eBook. Ma servono veramente?Come lettore, le classifiche di vendita dei libri non hanno mai destato il mio interesse: né quelle che si trovano online, né quelle che si possono trovare in questa o quella libreria (grande o piccola). A essere sincero, uno dei criteri per non leggere un libro è se si trova in una qualsiasi top ten: non è perché lo hanno comprato (e spero anche letto) in tanti lo faccia diventare automaticamente un buon libro (ovviamente, parlo dal mio punto di vista e basandomi sui miei gusti).

In quest'ottica, mi chiedo a cosa servano le classifiche di vendita degli eBook nell'attuale panorama librario italiano. Soprattutto se, come è capitato, sulla scorta di un certo sensazionalismo giornalistico, si dice che, per esempio, nel periodo natalizio le vendite sono aumentate del 400% o del 440%. Rispetto a cosa? Se si danno i numeri, bisogna darli per bene e per intero. Potrebbe voler significare che prima di Natale sono stati venduti 100 eBook e nel periodo natalizio ne sono stati venduti 400: è questo il 400% a cui ci si riferisce? Come sappiamo, al momento attuale, le cifre di vendita degli eBook sono bassine, rispetto al cartaceo e, più che parlare di quanti eBook sono stati venduti (che può trasformarsi anche in un'arma a doppio taglio: sono stati venduti solo tot libri? Allora è un flop!). Come giustamente afferma Antonio Tombolini, questi numeri al momento non vogliono dire nulla, anche considerando che, per quel che riguarda gli eBook, parliamo di “settemila titoli, su un totale di circa cinquecentomila titoli cartacei in commercio, una miseria”, sempre per citare Tombolini.

Non so a voi, ma a me piacerebbe vedere sia una classifica degli editori che si sono “convertiti” all'eBook sia – e questa mi alletterebbe di più, perché dimostrerebbe un vero interesse alla cosa – quale percentuale del catalogo di un editore “convertito” è disponibile anche in digitale.

Foto | Flickr

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