Dall'estero: in Inghilterra monta la protesta per salvare le biblioteche pubbliche

Dall'estero: in Inghilterra monta la protesta per salvare le biblioteche pubbliche Dall'Inghilterra arriva una notizia che in qualche modo potrebbe suonare come un sollievo alle nostre orecchie di italiani, più che giustamente abituati a pensare di essere il fanalino di coda in quanto a politica culturale in Europa, ma che, in realtà, deve suonare come una sorta di memento del dovere civile di partecipare alla vita politica e sociale del proprio paese.

Il fatto che ha scatenato la protesta è semplice quanto tragico: l'amministrazione inglese vuole chiudere 450 biblioteche pubbliche in seguito ai tagli applicati ai fondi destinati alla cultura dal governo Cameron. Evidentemente è una cosa che non fa comodo solo al nostro governo considerare la Cultura una spesa "in più" da poter tranquillamente evitare in caso di crisi.

Ma dopo l'annuncio del governo, è partita una iniziativa popolare che ha portato i lettori, gli scrittori, i lavoratori e tutti gli utenti del sistema bibliotecario inglese a organizzare centinaia di proteste, lavorando di fantasia e di creatività, per proteggere l'immenso patrimonio culturale che le biblioteche rappresentano nel territorio. Il modo più originale e, probabilmente, anche quello più efficace si basa su una precisa e pianificata strategia di richiesta di prestito di 15 libri (il massimo possibile) da parte di ogni iscritto, in modo da svuotare fisicamente le biblioteche e renderne così impossibile la chiusura. Con quale scusa si può chiudere, infatti, una biblioteca che ha in prestito la maggior parte dei propri libri?

Vi invito anche a vedere la galleria dei poster della protesta, un bellissimo archivio di poster d'epoca riattualizzati alla perfezione, nonché la mappa delle proteste.

Via | Guardian.uk

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