Il diritto di definirsi uno scrittore

eugenio montalePerchè mi prende un colpo ogni volta che uno si definisce “scrittore” esordiente? Montale non sapeva mai che qualifica professionale dare negli alberghi in cui soggiornava, vista la sua repulsione all'idea di definirsi “poeta” (espressa spesso anche nelle sue liriche). Gli artisti veri non amano in genere definirsi tali, ad esempio.

E poi anch'io scrivo, scrivo molto, scrivo tantissimi biglietti d'auguri bellissimi (sono l'addetta, in famiglia) per tutte le occasioni. Sono una scrittrice di biglietti d'auguri. Insomma: tutti siamo 'scrittori' di qualcosa, no? Scrittori di post it amorosi sul frigo la mattina, scrittori di liste della spesa, scrittori di appuntamenti in agenda.

E soprattutto: come fai a consacrarti “scrittore” da solo? Solo perchè hai pubblicato un libro (magari presso una bella casa editrice a pagamento)? Non so se questa auto-definizione risulti sgradita a voi quanto a me, ma personalmente ogni volta che qualcuno in cerca di un editor/una recensione/una giustificazione al fatto di non avere un lavoro degno di questo nome, mi si presenta come “scrittore” non posso fare a meno di sentire un colpo al cuore. Ma come si permette?

Foto | Flickr

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