Rainbow per Rimbaud, di Jean Teulè

teulè

Ore diciannove. E' notte a Charleville-Mezieres. Il cielo è nero come il fondo di una gola che sbadiglia. Nel silenzio dlela città una madre grida:
“A tavola!”
Dalla camera accanto, la voce soffocata di un figlio dice:
“Sono nel mio battello!”

Robert è alto due metri e 10 e da quando aveva dodici anni dorme nel suo armadio. Scomodo solo a pensarci, direte voi. E infatti tutte le mattine si sveglia con le ossa rotte, davvero. All'epoca l'idea gli era costata un paio di schiaffoni del padre. Ora però Robert di anni ne ha 36 e quegli schiaffi se li è dimenticati da tempo.

Robert, ci spiega l'autore del romanzo Rainbow per Rimbaud, Jean Teulè, dorme in un armadio perchè quell'armadio è il suo battello (il suo bateau ivre?) come ha scritto anche sull'anta del mobile. Robert conosce a memoria i versi del poeta Arthur Rimbaud perchè da anni ogni giorno declama un libro di 1400 pagine. Basta che tu gli dica una pagina e lui -tac- ti cita la poesia che c'è scritta lì.

Questo fa davvero molto ridere Isabelle, dalla pelle di latte e dal sorriso di biancospino, un'impiegata di una società di trasporti che si trova a rispondere al telefono a Robert quando lui decide di 'salpare' per i luoghi visitati in vita dal suo poeta preferito, prima destinazione Il Cairo.

Dopo aver incontrato Robert, Isabel infatti decide subito di passare un attimo alla Cassa di risparmio per essere pronta a partire con lui, senza neanche avvertire al lavoro. Perchè Robert è bello, a guardarlo. Ha capelli rossi finissimi legati a coda di cavallo bassa ed è facile immaginare che quando “cammina sotto il sole, o quando entra nella traiettoria dei riflettori di un concerto rock, il pulviscolo disegna attorno a lui uno strascico da sposa”.

E Isabelle? “Tu sei il mio nuovo armadio”, le dice Robert, e lei si accorge che, qualsiasi cosa significhi, somiglia a un complimento. Soprattutto perchè prima Robert non aveva mai guardato in faccia nessuno, lui che “pare sempre che guardi oltre. Oppure che osservi una creaturina che solo lui è in grado di vedere, appollaiata sulle spalle del suo interlocutore.” Perchè Robert guarda Isabelle come se avesse appena visto il sole.

Il viaggio di Isabel e Robert prosegue sulle orme di Rimbaud (Robert si sfonda deliberatamente un ginocchio e si fa incidere i versi del poeta sulla pelle) in un crescendo di emozioni con colpo di scena in epilogo, e la vicenda tutta è narrata con quella passione tutta francese della levità.

Perchè nella storia di Teulè il discorso, la trama sembrano continuamente procedere in un dato verso e poi una riga dopo ti stupiscono con un vero e proprio “scarto in volo”, abbandonando la terra, i riferimenti spazio temporali, la coerenza dei personaggi, impigliandosi alla tua immaginazione, scuotendola a strappi. Trasformando così la storia a volte, e soprattutto nel finale, in pura poesia.

Jean Teulè
Rainbow per Rimbaud
Nutrimenti ed.
15 euro

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