Il miracolo di don Puglisi, di Roberto Mistretta

Don Puglisi è raro che si arrabbiasse, ci racconta in Il miracolo di don Puglisi il testimone di giustizia Giuseppe Carini, e quando una volta gli capitò, sul pulpito, il segnale inconfondibile era sempre quello: gli diventavano rosse quelle orecchie un po' sporgenti. Quelle orecchie che abbinate agli occhi luminosi e al sorriso aperto gli dà nelle foto quell'aria da bravo bambinone.

Poco tempo prima della “arrabbiatura”, era tornato in canonica con i lividi in faccia. Era stata solo una caduta aveva detto, ma chiaramente la suora non ci aveva creduto. Perchè picchiare - e poi uccidere - un uomo che non voleva altro che il bene degli abitanti del suo quartiere?

Padre Puglisi non era un pasionario che urlava le sue idee rivoluzionarie in mezzo alla strada. Predicava, sì. Ma soprattutto operava – anche insieme, è bene ricordarlo, ad una associazione di semplici cittadini, il Comitato Intercondominiale - principalmente per la popolazione. Perchè nel quartiere dove era parroco appunto ci fossero servizi "normali", come ad esempio una scuola media inferiore, l'allaccio delle fognature o spazi verdi attrezzati.

“Perchè non volete che i vostri bambini vengano qui in parrocchia, perchè non volete che qui si faccia un distretto sociosanitario? Perchè non volete una scuola media? - disse durante un'omelia dopo l'ennesima intimidazione - Perchè fate questo? Venite, ed aiutatemi a chiedere alle istituzioni di cambiare questo quartiere...aiutatemi (...) Noi stiamo lavorando per il riscatto sociale di Brancaccio, non facciamo altro che realizzare il regno di Dio sulla terra. E siccome questo piace a Dio, lavoriamo per realizzarlo”.

Questo e altro ce lo racconta, attraverso la penna di Roberto Mistretta, un ex bambino di Brancaccio, oggi collaboratore di giustizia, Giuseppe Carini, in Il miracolo di don Puglisi. Oggi Giuseppe vive in un luogo protetto, e la sua famiglia gli ha voltato le spalle. Prima della morte di don Puglisi aveva anche accarezzato l'idea, racconta, di prendere i voti. Poi è stata tutta un'altra storia.

Era un bambino come tanti, Giuseppe: “Mamma sfaccendava in casa, papà era impiegato come ferroviere". E in fondo anche Brancaccio "era un quartiere uguali a tanti altri di Palermo ma con una differenza sostanziale...era territorio di Michele Greco, il papa a capo della cupola di cosa nostra. Ed era casa di Pino Greco Scarpuzzedda, sanguinario killer...Brancaccio era cosa loro. I bambini di Brancaccio il potenziale braccio armato".

E Giuseppe inizia a covare il sogno di diventare anche lui un "uomo d'onore". Tranne che poi arriva lui: don Pino. Glielo manda il suo prof di religione, e don Pino inizia a farsi strada nella testa di Giuseppe. Gli chiede un'ora del suo tempo. Per far giocare a pallone proprio i bambini di Brancaccio, nel salone della parrocchia. Armati di pallone,

"Grida assordanti ruppero il silenzio degli anziani assorti a scartare questa o quella carta. Erano una decina gli scanazzati di Brancaccio che fecero il loro ingresso nell'arena. Erano luridi dalla testa ai piedi e portatori inconsapevoli di una mentalità di morte. In quel momento però erano vivi, bellissimi, infiammati d'entusiasmo".

Don Pino li guardava, con il suo sorriso bonario e lo sguardo pacato.

Di tanto in tanto anche don Pino tirava qualche calcio a pallone, ma solitamente preferiva stazionare a bordo campo. Osservava. Eravamo il suo gregge di brancaccioti. Non più randagi tra la spazzatura. Lui era il pastore che andava tracciando la nostra strada.

Don Puglisi non era un filantropo, era un prete. Ovvero? Ovvero aveva il suo Dio nella testa e nel cuore, era Lui - o, per chi non crede, la sua idea del Dio cristiano - che ispirava i suoi progetti per il bene delle persone che gli erano state affidate. Un Dio con il suo stesso sguardo e il suo stesso sorriso.

Nel sorriso pacato di padre Puglisi viveva un mondo intero. E quel mondo parlava di rispetto, di armonia tra le creature umane, di una vita degna di essere vissuta. Lo stesso sorriso che - come ha raccontato il suo killer - aveva quando si è reso conto che stava per essere ucciso.

Roberto Mistretta
Il miracolo di don Puglisi
edizionianordest
11.90 euro

  • shares
  • Mail