L'Angelo Necessario. Fausto Melotti

melotti

Ci sono voluti migliaia di anni per farlo passare da bestia a individuo pensante. Forse ce ne vorranno altrettanti perchè diventi un angelo
(Fausto Melotti)

L'Angelo necessario della terra, come scrive in Angelo circondato da contadini il poeta Wallace Stevens, è colui nel cui “sguardo vedete la terra nuovamente”. L'Angelo necessario, che dà il titolo al catalogo della mostra di Fausto Melotti (1901-1986), è allora in fondo l'artista stesso, nelle cui opere come diceva Melotti “l'enigma tempo-spazio si fa luce al primo volo dell'anima”.

Per Fausto Melotti - pittore e scultore che supera nella sua ricerca creativa la corrente razionalista e metafisica di inizio Novecento - “l'arte non conosce il buon gusto e il cattivo gusto, non è sentibile né insensibile: è angelica”, come ricorda nel suo contributo Enzo Bianchi, (priore della Comunità di Bose).

Alcuni aforismi di Melotti accompagnano, nel volume, le sue opere: “Il vento, musica invisibile” fa ad esempio da contrappunto a Vittoria, fili d'ottone in piedi su una sottole piattaforma, con in cima degli anelli giganti in mezzo ai quali passa aria, e silenzio, o suoni e qualunque cosa costituisca la scenografia di questo mondo. Oppure una serie di spirali avvolgono una torre alla base della quale ci sono due cavalli imbizzariti, simbolo forse dell'orgoglio sussurrato dell'artista outsider che ritiene che "forse la mia scultura è come un treno che invece di correre sui binari corre in mezzo alle case, in mezzo ai prati".

Melotti realizza nella sua esistenza molte opere in cui l'arte plastica diviene contrappunto alla musica (e al ritmo delle parole, verrebbe da dire): alcune delle sue opere più belle a mio parere sono le sagome di donna in ceramica smaltata che incedono flessuose - sagome sfocate, ai limiti dell'informe - nei loro abiti che sembrano onde agitate dal mare.

Le sculture di Melotti infatti, scrive Repetto, hanno voluto “disfarsi di tutto il peso della materia, della monumentalità, per divenire libero volo di piani trasparenti, di forme invisibili, delicato trasfigurarsi di curve d'aria, di volumi di luce”. Perchè in fondo, si chiede Repetto, “Che cosa appartiene veramente a questo mondo se non ciò che non è di questo mondo”, come scriveva Cristina Campo?

L'angelo Necessario. Fausto Melotti
Lizea Arte ed.
30 euro

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