Si può ancora amare a Roma? di Francesca Sampogna

sampogna

Test: potreste sposare un/una romano/a?

Che cosa vuol dire "stà a arrivà 'n infornata de cozze"?
a) E' pronto il pranzo
b) si stanno approssimando delle fanciulle poco attraenti
c) sta arrivando gente, meglio andare via

Come ci si innamora a Roma? E quali sono i locali giusti dove andare se avete intenzione di "rimorchiare" un tipo intellettuale (e quelli dove invece troverete un alternativo/a o invece uno un po' più sofisticato/a?) Ce lo spiega Francesca Sampogna nel divertente Si può ancora amare a Roma? dove ci si interroga se la Capitale oggi sia ancora lo scenario adatto per gli innamoramenti, per la coppia che si sposa, per quella che resiste (con figli a carico e mutuo sulle spalle) in un matrimonio, per i turisti in cerca di atmosfere intime e romantiche.

Partiamo infatti dal presupposto che Roma è famosa per essere una spettacolare 'scenografia' di vita e baci per le coppie che - detto in gergo tecnico dall'autrice - s'arisurtano (si piacciono, cioè). Roma caotica, però, Roma che passare da un quartiere all'altro equivale a girare per paesini diversi, la sera. Roma che proprio per questo però "concede di godere di questo anonimato anche a chi non fa parte del jet set", che può "uscire con qualcuno senza che la sua famiglia fino all'ottavo grado di parentela ne sia informata".

L'estensione della città, però, e soprattutto il traffico che rallenta i movimenti quotidiani di chi ci vive, sono un enorme svantaggio a sfavore di chi è in cerca di nuove 'conoscenze'. "Forse proprio la difficoltà a muoversi a Roma, e il ritardo a cui tutti sono soggetti, ha creato l'immagine del romano come una persona lenta e flemmatica". La fatalistica filosofia del "se vedemo", dice l'autrice (cioè ci vediamo non si sa quando e non si sa dove) sembra esserne una logica conseguenza.

Quindi bisogna rassegnarsi e sapere che se ci si fidanza con un romano (o se si decide di trasferirsi a Roma in coppia) bisognerà innanzitutto "semplificarsi la vita". La prima volta che vi vedete, "proponete un appuntamento vicino alla abitazione del potenziale partner, meglio se lo/la andate a prendere, non avventuratevi in lunghe passeggiate e privilegiate stare seduti da qualche parte (cinema, bar, pub, basta che ci si riposi)".

Spinoso infatti l'argomento "primo appuntamento", e in generale la questione di "dove andare se si è in due" per passare momenti piacevoli e d'atmosfera.

Fra le tante alternative proposte dall'autrice, scegliete lo splendido centro storico solo se siete molto sicuri di voi (davanti a cotanti splendori, "il rischio di essere dimenticati in qualche stradina è molto elevato", e d'altronde "un altro elemento potenzialmente pericoloso per il genere femminile è la presenza nella zona di un gran numero di negozi" il che distrae dal dialogo amoroso, si sa). Altrimenti l'alternativa è una bella 'villa' (un parco) da evitare però nel week end perchè sovraffollato, e a rischio pallonate/assalti di cani sguinzagliati/di venditori ambulanti di rose e questuanti di vario genere.

E se ci si lascia? Meglio scendere uno sfondo lugubre per l'ultimo addio "per evitare di rovinarsi angoli belli della città". Roma comunque, conclude l'autrice, è l'ideale tanto per innamorarsi che per lasciarsi. D'altronde, come diceva Simon Weil e come ricorda Sampogna, è meglio dire, davanti a uno scorcio urbano, "Soffro", che "il paesaggio è brutto".

F. Sampogna
Si può ancora amare a Roma?
Sonda ed.
9.50 euro

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