Ancora viva, di Carlene Thompson

“Ancora viva” di Carlene Thompson è un thriller psicologico che insinua molti dubbi sul nostro modo di intendere la percezione.

Chyna Greer oggi è una donna adulta con un nome piuttosto esotico; è un medico al secondo anno di specializzazione, con il progetto di dedicarsi alla oncologia pediatrica; sua madre è appena morta cadendo per le scale, ma spinta da un infarto: perciò è tornata a Black Willow, West Virginia.

Per saperne di più sul motivo per cui, invece, è andata via bisogna fare un salto indietro di dieci anni – alla sua adolescenza – e andare alle prime pagine di Ancora viva, l’ultimo romanzo di Carlene Thompson (Marcos y Marcos).

Bisogna andare al giorno in cui Zoe, la migliore amica di Chyna, è letteralmente scomparsa sotto i suoi occhi. Zoe era di Washington D.C. e aveva trascorso le vacanze a Black Willow, a casa della sua migliore amica Chyna. La notte prima di tornare a casa, Zoe aveva deciso di scappare, ma non per sempre, solo per qualche ora: aveva un appuntamento al lago Manicora, poco distante dalla casa di Chyna, con un misterioso ragazzo.

Chyna aveva – e ha tuttora – una specie di dono: riesce a percepire delle sensazioni, anzi delle vere e proprie premonizioni, e quella sera ne aveva una abbastanza oscura. Aveva cercato di persuadere Zoe, ma Zoe aveva insistito così tanto che non aveva avuto altra scelta che scendere dalla finestra insieme a lei e accompagnarla fino al lago.

E lì succede questo: Chyna osserva Zoe andare sul pontile, entrare in un gazebo e vede che incontra qualcuno. Presa da un pizzico di gelosia, Chyna si siede per terra e aspetta in riva di quel lago scuro e limaccioso; d’altra parte è notte fonda, gli occhi le si chiudono prima che riesca a rendersene conto.

Alcune ore più tardi viene svegliata da sua una mano: «Dov’è Zoe» grida sua madre Vivian; il sole è abbastanza alto, intorno a lei c’è un sacco di gente, in special modo poliziotti.

«Nemmeno sei ore dopo, quando la polizia, [suo fratello, ndr] Ned, i suoi genitori e una dozzina di amici e volontari perlustravano i boschi alla ricerca della ragazza, mentre la polizia parlava di dragare il fondo del lago, Chyna aveva capito con una certezza sconvolgente che non avrebbe mai più rivisto Zoe.»

Adesso è tornata a casa e la prima cosa che fa è andare a passeggiare in riva al mare con il suo cane Michelle. È autunno inoltrato e il lago è più limaccioso e oscuro. Lì il suo dono le consente di sentire la voce di Zoe che la spingerà a cercare la verità dove nessuno si aspetterebbe di cercarla, nemmeno Chyna.

Carlene Thompson
Ancora viva
traduzione di Silvia Viganò
Marcos y Marcos, 2013
pp 448, euro 14,50

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