La macchina dei corpi, di Warren Ellis

Per Wired “La macchina dei corpi” di Warren Ellis è “un concentrato di divertimento e spietatezza”.

New York è l’autentica protagonista di questo spassoso thriller di Warren Ellis: La macchina dei corpi (appena uscito per Longanesi); una città che parla attraverso i suoi personaggi con dialoghi brillantissimi.

Come ogni buon thriller c’è bisogno di un poliziotto. John Tallow è un poliziotto schivo, che ha sempre avuto paura dei rapporti umani, o meglio: è sempre stato molto attento a non farsi trascinare dentro un sentimento, uno qualsiasi, amicizia compresa.

Tuttavia, con Jim Rosato non è andata esattamente come avrebbe voluto: benché siano praticamente agli opposti, Jim è il suo unico amico e anche ottimo collega.

«Jim Rosato era appena convolato a nozze con un’infermiera greca. Le sue origine erano irlandesi e italiane, e al distretto si scommetteva su chi avrebbe scannato l’altro nel giro di un anno».

Ironia (o forse sarebbe meglio dire malvagità o perfidia) della sorte, la nuova dolce metà lo ha messo a dieta e lo sta facendo schiattare di sport. Invece a farlo schiattare saranno un paio di proiettili a fermarlo.

La sera in cui la vita di John viene stravolta, è di pattuglia con Jim. Arriva una chiamata alla radio e sette minuti dopo si ritrovano in un condominio di Pearl Street. C’è un tizio nudo sulla porta di Mrs Stegman che sembra piuttosto preoccupata.

Lo sono anche i due poliziotti, e non tanto perché il tizio fosse completamente nudo, ma perché era armato di fucile. Il tizio non ci pensa due volte: spara e spara senza fermarsi.

Le gambe di Jim lo tradiscono – probabilmente a causa di tutto lo sport a cui la moglie lo aveva sottoposto – e un «colpo staccò la parte superiore della testa di Rosato. Una manciata di cervello atterrò sulla parete con un tonfo umido.»

Naturalmente, la prima domanda è: che ci fa un uomo grasso, grosso, armato e per giunta nudo in corridoio? È probabile che facesse la guardia a qualcosa.

Qualcosa di strano c’è: una porta blindata. John, con il cervello annebbiato dalla disperazione per la morte di Jim, con un ariete fa sbriciolare un muro e dentro l’appartamento trova un arsenale di armi. Giorni dopo risulterà che ognuna di quelle armi (200, per la recisione) è stata usata per un delitto.

Per assurda che possa sembrare, sarà proprio questo strano ritrovamento a far muovere in una direzione diversa la vita di John, e soprattutto gli consentirà di indagare su una città intera che imparerà a conoscere in tutte le sue sfaccettature.

Warren Ellis
La macchina dei corpi
traduzione di Massimo Gardella
Longanesi, 2013
pp 296, euro 16,40

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