La libertà ritrovata, di Frank Schirrmacher

La libertà ritrovata, di Frank SchirrmacherAffascinante lettura quella del libro La libertà ritrovata. Come (continuare a) pensare nell’era digitale di Frank Schirrmacher edito da Codice Edizioni con la traduzione di Lorenzo Lilli.

Il libro è diviso in due parti: nella prima si esamina il Perché facciamo ciò che non vogliamo fare e nella seconda – Come possiamo riprendere il controllo del nostro pensiero – si propongono delle soluzioni per ri-cominciare a ragionare. Non si tratta di un testo che propone chissà quali meccanismi o tecniche per imparare a rilassarsi, ma un'analisi dettagliata, precisa e per certi versi sconcertante, del nostro rapporto con il computer e del fatto che, volenti o nolenti, abbiamo relegato al computer molte “cose” che prima svolgevamo noi, nella certezza che da qualche parte nel mondo c'è un computer che “sa” quello di cui abbiamo bisogno.

Per quanto mi riguarda, devo ammettere che non sono più all’altezza degli impegni mentali della nostra epoca. Dirigo il mio traffico di dati, gli SMS, le e-mail, i feed, i tweet, i siti di notizie, le chiamate sul cellulare e gli aggregatori di news come fa un controllore di volo con il traffico aereo: mi sforzo sempre di evitare una collisione, e sempre con la preoccupazione di aver dimenticato qualcosa di cruciale. Senza Google sarei spacciato: non riuscirei più a trovare un artigiano o a fare una qualsiasi ricerca. Se domani non avessi più accesso a Internet o a un computer, non mi sentirei semplicemente sconnesso dal provider, ma avvertirei la fine sconvolgente di una relazione sociale.

Se ritenete che questa situazione non sia vera per voi, siete fortunati. Soprattutto in questo periodo sono d'accordo con l'autore e “devo ammettere che non sono più all’altezza degli impegni mentali della nostra epoca”.

Ecco il testo di un riquadro proposto nel libro che sono convinto sarà comune a molte di noi:

Sono una tra le (evidentemente molte) persone che da circa un’ora non riescono ad accedere a Google. E dicendo Google intendo non solo il motore di ricerca, per il quale potrei cercare delle alternative in caso di sua inaccessibilità. Intendo anche il mio feed reader. E, soprattutto, il mio programma di posta.

Bene, ho sempre saputo di essere dipendente da Google più di quanto avrei dovuto. Ma avevo sempre pensato che si sarebbe vendicato mettendo all’asta le mie mail o la valutazione sistematica delle mie ricerche degli ultimi dieci anni. Non pensavo che un giorno Google mi avrebbe semplicemente tagliato fuori.

È una sensazione terribile. È così che ai giorni nostri si annuncia l’apocalisse: «Google è down». L’inizio della fine. Pensieri inquietanti: … anche il server meridionale è andato in crash…

Inoltre l’incapacità di accettare il fatto di spegnere il computer e, per esempio, scongelare il freezer. No. F5. Funziona se inserisco google.fr? No. Google News? No. Google Reader? Neanche. Anche YouTube è bloccato? Sì, anche YouTube è bloccato. Non si visualizzano nemmeno i Google Ads. Riproviamo a cercare qualcosa. F5. Escape. F5. Guarda nella mailbox. Non va. E adesso? Adesso? Adesso? Adesso? Adesso? Adesso?

Aggiornamento. 17:31. Adesso

6 marzo 2008, 17:09. 105 commenti

Stefan Niggemeier

Un libro da leggere con calma quello di Frank Schirrmacher e da “meditare” per poter vivere in maniera più “umana” e riprendere il controllo del proprio pensiero (che non equivale a dire che il computer non serve a nulla: nessuno sarebbe così stupido da affermarlo!).

Frank Schirrmacher
La libertà ritrovata.
Come (continuare a) pensare nell’era digitale

Codice Edizioni, 2010
ISBN 9788875781644
pp. 184, euro 23,00
disponibile anche in eBook: euro 9,90

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