In Francia è polemica sulle celebrazioni per la morte di Louis Ferdinand Céline

In Francia è polemica sulle celebrazioni per la morte di Louis Ferdinand Céline A dimostrazione del fatto che la tentazione alla censura intellettuale, che in questi giorni sta infiammando il Nord Italia dopo le proposte aberranti di alcuni amministratori veneti, non è prerogativa del nostro paese, dalla Francia arriva la notizia di una polemica ormai storica che, in questi giorni ricomincia a infiammarsi.

La polemica in questione riguarda uno degli scrittori più geniali e più problematici del Novecento, Louis Ferdinand Céline, autore di alcuni dei libri più significativi dell'ultimo secolo (come Viaggio al termine della notte e Morte a credito, per esempio), ma, nello stesso tempo, uno di quegli autori che più hanno messo in difficoltà, da sempre, una certa parte del mondo intellettuale europeo, sto parlando di quell'orribile schieramento bipartisan che, tanto da destra quanto da sinistra, non è mai riuscito a staccare il proprio giudizio morale sull'individuo che scrive dal proprio giudizio estetico sulle opere che ha scritto.

In questo caso ad infuriarsi per le celebrazioni dello scrittore francese, previste in concomitanza con il cinquantesimo anno dalla sua morte, sono stati alcuni membri della Association des fils et filles de déportés juifs de France (FFDJF), che, in prossimità del giorno della Memoria, forse confondendo la Storia con la Letteratura, hanno chiesto che il nome di Céline sia tolto dal programma delle celebrazioni perché considerato un acceso antisemita.

Voi che ne pensate? Pensate che sia più importante l'opera o lo scrittore? Io sinceramente, seppur non mi possa nemmeno lontanamente considerare un antisemita, starò sempre dalla parte di Céline, o meglio, dalla parte di Viaggio al termine della notte, di Morte a Credito e di Rigodon.

Via | LeFigaro

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