Sul primo sequel autorizzato di Sherlock Holmes, ovvero su uno dei paradossi del copyright

In arrivo il primo sequel di Sherlock Holmes, ovvero su uno dei paradossi del copyright In Inghilterra si sta per consumare una delle tante operazioni pseudoletterarie ridicole dei nostri anni. A quanto pare, infatti, gli eredi del grande e amatissimo Arthur Conan Doyle, talmente smaniosi di regalare ai milioni di affezionati lettori delle avventure di Sherlock Holmes un numero ancora indefinito di nuove avventure di quello che probabilmente è l'archetipo per eccellenza dell'investigatore moderno, hanno deciso di commissionare un nuovo episodio della serie allo scrittore e sceneggiatore inglese Anthony Horowitz.

In particolare c'è un aspetto che fa di questa notizia, di per sé abbastanza inutile, una interessante farsa, sì, perché come tutte le storie che ci fanno sorridere, anche questa ci aiuta a far emergere alcuni dei più assurdi paradossi del nostro mondo, In questo caso ciò che di assurdo e grottesco emerge è l'esistenza di una società che gestisce i diritti dell'opera di uno scrittore morto da ottanta anni, e quindi, a rigor delle comunque assurde leggi sul copyright, dovrebbe essere ormai di pubblico dominio da una decina d'anni.

In linea di principio, difatti, il fatto che Conan Doyle sia stato stroncato da un infarto nel luglio del 1930 (fosse accaduto 12 anni dopo sarebbe stato un problema) garantisce ad ognuno di noi il diritto di utilizzare qualsiasi dettaglio delle avventure di Sherlock Holmes per costruirci uno spin off, un racconto demenziale, una parodia o un sequel. Semplicemente perché quei personaggi e quelle storie, al pari di Cappuccetto Rosso, di Agamennone o del Babau, sono ormai di pubblico dominio.

E allora come è possibile che esista una fondazione dedicata a Conan Doyle che detenga, lei sola, il diritto di concedere una esclusiva che legalmente non esiste? Probabilmente perchè il significato di "Copyright", legge nata per tutelare la possibilità per un autore di lavorare vivendo del frutto del suo ingegno, si è trasformata in un'arma in mano a fantomatici eredi o gruppi editoriali per assicurarsi guadagni da record.

Via | Adnkronos

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