Nuvole d'inchiostro, di Donato Di Poce

di poce

Anche gli alberi a primavera
scrivono poesie.
E gli stupidi pensano che siano fiori

Gli aforismi sono nuvole d'inchiostro che ci attraversano il respiro. E' da questo aforisma che è tratto il titolo del libro di Donato di Poce Nuvole d'inchiostro, pubblicato da Lietocolle. Di Poce, leggo dalla biografia, poeta e critico d'arte e, nato a Sora, in provincia di Frosinone, vive a Milano.

Una forma difficile, come sappiamo, quella dello 'scriver corto': aforizein è “delimitare per ampliare”, come scrive Aforistica/mente, e al tema Di Poce dedica alcune delle sue frasi migliori. “La parola non è altro/che un silenzio/in crisi di nervi”, ad esempio, e scrivere è “ascoltare il silenzio/è vivere con il mare in tasca”, mentre “i libri troppo lunghi fanno venire/il tartaro al cervello” (orgoglio d'aforista!).

Altro tema è il mondo dell'arte: “a volte ciò che farebbe di un artista un grande artista è smettere di credersi un artista” e non è forse un'universale verità detta in forma prodigiosamente concisa che “le Avanguardie/ sono la maledizione/degli artisti mediocri?”.

L'occhio dell'aforista-poeta lavora di cesello anche su temi di varia umanità, perchè “diffidare vuol dire capire/dove l'altro vuole arrivare” e sono solo gli amori incompiuti “che diventano eterni”, mentre è da manuale la chiusa della raccolta: “Io non ho certezze/e non ne sono/nemmeno sicuro”.

Donato di Poce
Nuvole d'inchiostro. Esercizi di leggerezza
Lietocolle ed
10 euro

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