Scrivere è un gioco di prestigio. Conversazione con Paolo di Paolo, di Stefano Giovinazzo

giovinazzo Come vive il suo rapporto con la scrittura Paolo di Paolo, l'enfant prodige del panorama letterario italiano, uno che a 27 anni, come scriveva Giovanna Zucconi “ha accumulato tutto...ha letto, e sa, e ha affinato sentimenti come se ne avesse 427”, di anni?.

Cosa rappresenta la passione per la lettura per colui che i giurati del Premio Calvino 2003 credevano - con "Nuovi cieli, nuove carte" (Empiria ed.), finalista in quella edizione - fosse “un professore in pensione con molte (troppe) letture alle spalle?” (e invece aveva solo, dati anagrafici alla mano, 20 anni?). Sono queste ed altre le domande che si è sentito rivolgere Di Paolo da Stefano Giovinazzo, autore di questo Scrivere è un gioco di prestigio per le Edizioni della sera.

Per Di Paolo la scrittura è “il riflesso di un'ipersensibilità che si esercita, anche ossessivamente, su dettagli che molti trascurano”, perchè la scrittura è “un gioco di prestigio, può conferire realtà a tutto”, foss'anche permetterci di raccontare la notte in cui siamo nati, come accade nel suo ultimo libro (“Raccontami la notte in cui sono nato”, Giulio Perrone ed.).

Sempre parlando di consigli utili ad aspiranti scrittori, Di Paolo non disdegna l'idea, per iniziare, di partecipare alle miriadi di concorsi letterari banditi nel nostro Paese. Nella sua risposta infatti affronta un nodo cruciale per tutti coloro che abbiano intenzione di fare della scrittura un mestiere: “qualsiasi iniziativa che ti metta di fronte a un pubblico è utile”. Perchè bisognerebbe sempre scrivere a "qualcuno che possa/potrebbe leggerci...qualcuno che ci somigli”.

Il Nostro è del partito di quelli che da Manzoni in poi, giustamente, “se prima non leggi, non metterti a scrivere” (“non è il caso di mettersi in testa di raccontare novità sul mondo senza lunghe consuetudini con le voci altrui, passate e presenti”). E allora, andando a spulciare nella lista di scrittori consigliati da lui, ritroviamo W.G. Sebald, Foer, i Nove racconti di Salinger e L'amico e lo straniero, di Uwe Timm. Perchè come diceva qualcuno, c'è da andar orgogliosi di quello che si è letto, non di ciò che si è scritto. Ed è proprio su questa consapevolezza - vincente - che di Paolo continua a puntare, meritandosi l'apprezzamento di chi ne conosce il lavoro.

Stefano Giovinazzo
Scrivere è un gioco di prestigio. Conversazione con Paolo di Paolo
Edizioni della Sera
5 euro

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