Writer's Dream e l'indifferenza dei piccoli editori (e delle librerie indipendenti)

editoria Vi invito a leggere qui la sconfortante cronaca dell'affossamento di un progetto di promozione della lettura. Affossamento da parte di piccoli editori e librerie indipendente: affossamento paradossale, perchè il progetto intendeva creare un 'circolo virtuoso' a vantaggio di entrambe le categorie.

In breve,

"ogni mese, in base a segnalazioni e scelte dai cataloghi degli editori della lista free, si sarebbe stilato un elenco di libri. Tale elenco sarebbe stato sottoposto agli utenti: tramite un sondaggio i lettori avrebbero scelto qual era il libro più interessante per loro. E poi? E poi Writer’s Dream, a spese sue, si sarebbe occupato di spedirlo a librerie, riviste, blog, biblioteche, accompagnando il libro con locandine e materiale pubblicitario".

Perchè allora, questo 'sconfortante' silenzio? Non se lo spiega neanche l'ideatrice del progetto, "amareggiata e infuriata oltre ogni limite", giustamente, per non aver ricevuto "uno stralcio di risposta" da nessuno (anzi no, 3 editori avevano aderito: Diamonds, XII e BAE). Francamente, anche io non capisco la miopia da parte delle piccole case editrici interpellate. Ovvero di chi "continua a lamentarsi - scrive lei - che le cose vanno male e che non riuscite a far arrivare i vostri libri a nessuno".

L'idea era infatti quella di offrire ai loro cataloghi uno spazio di visibilità gratuito, senza oneri per loro, nelle librerie aderenti all'iniziativa. Piccoli editori ma dove avete la testa? Non afferrate che il vostro pane quotidiano sono proprio le iniziative virali, dal basso? Le iniziative partite dai social network, aperte a un pubblico giovanile (sono i giovani quelli che leggono di più nel nostro Paese, dovreste saperlo)? Piccoli editori, se ci siete, fatevi sentire nei commenti. E aderite.

Via | Writer's Dream

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