Sulle prime stime di vendita degli ebook, ovvero su una Rivoluzione a cui mancano le basi

Sulle prime stime di vendita degli ebook, ovvero su una Rivoluzione a cui mancano le basi Da mesi il mondo editoriale è in fibrillazione per la cosiddetta "rivoluzione digitale", vale a dire per lo sbarco sul mercato mondiale di libri in formato digitale e degli appositi lettori. In Italia quest'ultimo Natale ha segnato la prima tappa importante per valutare l'impatto di questa nuova tecnologia sul mercato italiano, da sempre un filo in ritardo rispetto ad altri quando si parla di innovazioni tecnologiche.

Oggi, grazie ai frutti di una interessante indagine di Affaritaliani, possiamo finalmente cominciare a ragionare sulle dimensioni di questo fenomeno, di cui tutti parlano in termini di Rivoluzione, ma di cui ben pochi, tra i venditori e tra le case editrici, hanno per ora diffuso i dati numerici.

Il primo in Italia ad andare oltre alle classiche statistiche di tendenza che, pur illustrando un inizio scoppiettante non possono offrire nessun dato su cui ragionare seriamente, è stato Raffaello Avanzini della Newton Compton, che ha rivelato che le vendite digitali del proprio gruppo ammontano a circa 6000 esemplari tra l'inizio di dicembre e questi primi giorni di gennaio, sottolineando come in questo primo mese del 2011 il tasso di crescita delle vendite sia in continuo aumento.

Dunque, secondo le stime che Affaritaliani ha elaborato a partire da questi dati, stime che pur essendo certamente approssimative se non altro hanno il merito di dare finalmente "i numeri", pare che le vendite natalizie di e-book si siano attestate intorno alle 30mila unità, un risultato certamente non roboante.

Il mondo degli addetti ai lavori si divide ora tra gli apocalittici, che vedono in queste cifre un flop, gli ottimisti, che vedono l'inizio di una vera e propria rivoluzione, per ora soltanto rinviata, e i realisti, quelli che credono che la tanto invocata rivoluzione sarà, soprattutto in Italia, molto graduale e che pensano che, con ogni probabilità, la diffusione degli ebook, per quanto massiccia non sarà mai, almeno per i prossimi cinque anni, abbastanza massiccia da essere definita rivoluzionaria.

per chi non l'avesse capito, chi scrive si schiera con i realisti, non tanto perché non creda nelle immense potenzialità della tecnologia in campo culturale, ma perché è convinto che in Italia, per ora, non ci siano le condizioni adeguate per permettere ad una tecnologia del genere, destinata soprattutto ai lettori forti e ai lavoratori del settore, di diffondersi a tal punto da divenire "di massa".

Da una parte perché, come ben si sa, la popolazione italiana dei lettori forti è abbastanza scarna, dall'altra perché, a causa di un mercato del lavoro che, soprattutto nei settori dell'editoria e del giornalismo, non attua una adeguata ridistribuzione della ricchezza attraverso i salari e non permette – e se qualcosa non cambierà nei prossimi anni, non permetterà – alle nuove leve di giovani addetti ai lavori di pensare anche solo di sfuggita di poter adeguare le proprie abitudini di lettura ai nuovi prezzi del mercato digitale, i cui lettori costano molto cari e i cui libri, alla fine, anche.

Voi che cosa ne pensate?

Via | Affaritaliani.it

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