Che cos'è l'arte? di Lev Tolstoj

tolstoj

“All'arte...proprio come in guerra, si sacrificano addirittura vite umane: centinaia di migliaia d'uomini si dedicano sin dalla giovane età e per tutta la loro esistenza...a rigirar le frasi nei modi più diversi e a trovare la rima in ogni parola. E tali uomini, spesso molto buoni, intelligenti, adatti a ogni lavoro utile, s'inselvatichiscono in queste occupazioni singolari e stupefacenti e diventano sordi a a tutte le manifestazioni serie della vita, si trasformano in specialisti limitati e pienamente soddisfatti di sé, capaci soltanto di virtuosismi (...)”

Che cos'è l'arte, si chiede Lev Tolstoj alle soglie del Decadentismo? I versi dei poeti si fanno incomprensibili, le pennellate sui quadri impazziscono in un garbuglio di colori, e a lui stesso i nuovi movimenti artistici risultano oscuri. Con molta onestà intellettuale, Tolstoj ammette: “io, uomo educato nella prima metà del secolo, non ho il diritto e non posso condannare l'arte moderna solo perchè non la capisco; posso dire soltanto ch'essa mi risulta incomprensibile”.

E tuttavia, al di là delle nuove forme d'arte, è bene secondo lo scrittore russo interrogarsi su cosa sia in effetti la 'vera arte', soprattutto in un momento in cui essa sembra – come il suo intuito coglie chiaramente, ancor prima delle teorizzazioni della cosiddetta industria culturale – diventare qualcosa di furbescamente riproducibile da parte di autori prezzolati, per il solo 'svago' e il solo 'piacere' effimero dei fruitori.

Un'arte che nasce per “soddisfare la gente ricca che richiede svaghi ed è disposta a remunerarli profumatamente...vogliono che l'arte desti in loro sensazioni gradevoli, e gli artisti si sforzano di appagare le loro richieste”. Che cos'è invece quell'arte, si chiede l'autore “che è considerata tanto importante e necessaria per l'umanità da rendere possibile l'offerta di sacrifici, non solo di fatiche e di vite umane, ma anche di bene, che le vengono recati?”.

Tolstoj non si accontenta – e lo dimostra con una ricca disquisizione filosofica – della risposta che 'l'arte consiste nell'attività che rende manifesto il 'bello', ma dà una sua precisa definizione della sua 'funzione'.

L'arte è comunicazione, scrive, perchè “si fonda sull'idoneità dell'uomo a provare le medesime sensazioni di un altro uomo che le ha espresse in modo di consentirgli di percepirle con la vista o con l'udito”. E' arte quando c'è "la capacità di contagiare gli uomini loro malgrado” (e a me ritornano in mente le considerazioni di Saviano sul potere della letteratura), ovvero “uno dei mezzi più necessari per instaurare le relazioni tra gli uomini, senza di che l'umanità non avrebbe potuto vivere”.

E qui il discorso, anche limitandolo solo all'ambito della letteratura, è attualissimo, pensando a tutti i testi (scritti da piuomenofamosi o da esordienti prodigio) che farebbero meglio a restare tronchi d'albero. "Perchè un uomo possa produrre un'opera d'arte - scrive il vecchio Lev - sono necessarie molte condizioni. E' necessario che quest'uomo stia al livello della più alta visione del mondo del suo tempo, che provi un sentimento e abbia il desiderio e la possibilità di diffonderlo, e che possieda del talento. Tutte queste condizioni, necessarie per la produzione di un'opera d'arte, si combinano con estrema rarità".

Quello che colpisce è la considerazione - inattaccabile - che non basta avere talento per scrivere qualcosa che possa essere considerata arte. "Per talento, io intendo: in letteratura, la capacità di esprimere i propri pensieri e le proprie impressioni, di notare e ricordare i particolari caratteristici...Nella nostra epoca, se appena un uomo possiede un talento siffatti, se ha studiato la tecnica e i metodi di contraffazione della sua arte, se in lui è atrofizzato il senso estetico che altrimenti gli renderebbe disgustose le sue stesse produzioni...può comporre senza sosta, sino alla fine dei suoi giorni, opere che la nostra società reputa artistiche".

C'è da chiedersi allora: quante opere letterarie che siano davvero tali ci è capitato di leggere, in quest'ultimo decennio?

Lev Tolstoj
Che cos'è l'arte?
Donzelli ed.
17.50 euro

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