Ballata irlandese, di Adrian McKinty

mckintySe vi piace l'hard boiled, se per voi Raymond Chandler è un mito, se adorate gli scrittori che vi sembra compongano ancora romanzi con la macchina da scrivere (il ritmo è diversissimo, e se siete abbastanza scafati del genere lo sapete già), vi consiglio di leggere questo Ballata irlandese, di Adrian McKinty.

Perchè le sue frasi sono potenti come la pistola che tiene sempre addosso il protagonista, Michael, senza decidersi ad usarla; Michael che ha vent'anni appena compiuti ed è già pieno di cicatrici interiori e lo sa, che è il più scaltro di tutta la banda di Darkey, il signor White, che l'ha chiamato a lavorare con sè in America quando il ragazzetto si è fatto sfuggire - per una vera idiozia - il sussidio di disoccupazione che gli consentiva di campare con la nonna, nel suo Paese.

E quindi ora gli tocca andare a lavorare per Darkey, insieme a Scotchy, un tipo altrettanto duro, fra sparatorie in cui ti vedi passare davanti la tua vita in pochi secondi, quando ti colpiscono alla mano, e se qualcuno ti chiede cosa fare gli dici che stai in silenzio per riequilibrare il Chi, fra gli incontri con Bridget, la donna di Darkey, con cui fa sesso "come fosse appena uscito di prigione", sempre con l'adrenalina che hai addosso quando temi di essere sorvegliato dagli scagnozzi del tuo capo.

E poi la lurida stanza con gli scarafaggi alle pareti, che ti costa un cinquecentone, comunque, direttamente detratto dal tuo 'stipendio' da bullo intimidatore al servizio di Darkey. Finchè non sembra arrivare una tregua, e vieni spedito con la tua banda di amici-bulli più fidati in Messico, per un lavoretto 'facile facile'. E lì iniziano i guai. Ritmo, sangue e malinconici sguardi sulla città, battute che ti vorresti segnare sul taccuino per spiazzare la gente che ti ascolta nelle situazioni più impensate. Consigliato.

A. McKinty
Ballata irlandese
Bur
11.20 euro

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